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Antimafia Duemila

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May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow Anno V° Numero 1 - 2005 N°43
Anno V° Numero 1 - 2005 N°43 PDF Stampa E-mail
Scritto da Giorgio Bongiovanni   

 
Padre Bucaro


E’ con profondo sgomento che apprendiamo la vicenda che ha coinvolto in un’inchiesta per riciclaggio il sacerdote Padre Giuseppe Bucaro, fino a qualche giorno fa presidente del Centro Paolo Borsellino di Palermo. Un evento sconvolgente per la famiglia del magistrato ucciso, ma anche per tutti noi per i valori trasmessi in questi anni dal prete e per la sua vicinanza ai Borsellino. Indipendentemente dall’accertamento delle responsabilità penali che, ci auguriamo davvero, scagioni completamente Padre Bucaro, non ci si può proprio esimere dal constatare una realtà inquietante.
L’indagine  è  partita a seguito di intercettazioni effettuate sulle attività di Gianni Lapis, imprenditore ed ex consulente finanziario di Vito Ciancimino, oggi deceduto, ex sindaco di Palermo e condannato per mafia, e del figlio di quest’ultimo, Massimo Ciancimino. A parte il suo operato di fiancheggiatore dei mafiosi il Ciacimino padre aveva svolto un ruolo in prima persona nella cosiddetta “trattativa”, cioè nel riprovevole dialogo che avvenne tra Cosa Nostra e lo Stato all’indomani della strage di Capaci. Ciancimino faceva da tramite tra gli uomini del Ros e Riina e Provenzano, i capi mafiosi che proprio in quella fase stavano deliberando la rimozione dell’ultimo ostacolo per ottenere le richieste avanzate: Paolo Borsellino.
Questo era noto al sacerdote. Abbiamo aspettato che i procuratori Pignatone e Lari lo interrogassero sperando che smentisse queste sue frequentazioni, ma purtroppo padre Bucaro ha ammesso di aver intrattenuto rapporti con tale Lapis e di conseguenza con personaggi molto discutibili.
Ciò rende la situazione ancora più drammatica.
Non c’è altro. A parte grande tristezza e grande amarezza.
E una preghiera: che possa Dio aiutarci tutti.

Giorgio Bongiovanni

 
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    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
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    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
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    Inserto Terzo Millennio N. 57



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    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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