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Ciancimino: ecco chi erano i soci di mio padre | Ciancimino: ecco chi erano i soci di mio padre |
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Quota che i D’Anna – Brancato (eredi di Ezio Brancato) avevano bonificato nei conti della figlia di Lapis, messa poi a disposizione di Ciancimino nel conto svizzero “Mignon” dall’avvocato tributarista, padre della donna. Una transazione bancaria che aveva tracciato il passaggio di denaro e spinto – secondo precedenti dichiarazioni dell’imputato - Maria e Monia Brancato a chiedere successivamente a Lapis la restituzione di quel denaro e, non ottenendolo, a denunciarlo per estorsione. Fatti di cui parlano Gianni Lapis e l’ex avv. del Gruppo Gas Giovanna Livreri nei verbali depositati l’altro ieri a processo. Si tratta di dichiarazioni rilasciate ai magistrati della Dda di Palermo Nino Di Matteo e Antonio Ingroia, nell’ambito di un’inchiesta appena aperta per corruzione sulla scia delle rivelazioni di Massimo Ciancimino in cui vi sarebbero implicati il Senatore Vizzini (Pdl) e l’on. Saverio Romano (Udc), che però hanno smentito categoricamente un loro coinvolgimento nella Gas. Circostanze che indicherebbero la reale riconducibilità dei prestanome di don Vito nella famiglia Brancato con il passaggio di quei 4 milioni e 700 mila euro nel conto svizzero da Brancato a Ciancimino mediante il conto di Lapis. Un coinvolgimento attivo, quello dell’altro Gruppo azionista, che avrebbe operato sotto l’ombrello protettivo di don Vito di cui sarebbe stata consapevole la stessa Livreri. L’avvocato infatti oltre a dire che Vizzini sarebbe stato socio occulto di Lapis avrebbe detto che il sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Giusto Sciacchitano (padre di Antonello Sciacchitano, ex marito di Monia Brancato) si sarebbe adoperato per “proteggere” la famiglia Brancato cercando di lasciarla fuori dall’inchiesta. Ciò “grazie al suo ruolo istituzionale” e “alle sue personali relazioni e conoscenze all’interno della Procura di Palermo”. Un capitolo che ha già innescato una serie di polemiche ma che presenta evidenti spunti d’indagine, come quelli che riguardano un verbale d’interrogatorio acquisito nel processo per mafia a carico dell’ex Primario della Radiologia del Maurizio Ascoli Giovanni Mercadante. |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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