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N° 33 Luglio-Agosto 2003 | N° 33 Luglio-Agosto 2003 |
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Nel nostro strano paese si grida allo scandalo perché i magistrati, applicando la legge scritta e approvata dai politici a larga maggioranza, danno il loro consenso affinché i collaboratori di giustizia, che hanno contribuito seriamente all’arresto di mafiosi e stragisti, godano dei benefici previsti dal nostro ordinamento di giustizia. Nessuna voce invece si leva se un boss come Leonardo Greco, irriducibile, trascorre qualche giorno in licenza premio nelle campagne siciliane in compagnia della famiglia. Nessuna voce nemmeno se l’avvocato Taormina, difensore del capo mandamento di Bagheria, Pietro Lo Iacono, siede in Commissione Antimafia, così può sapere in anteprima i segreti di indagine. Figuriamoci poi se ci si poteva scandalizzare per un avviso di garanzia al Presidente della Regione Totò Cuffaro per concorso esterno in associazione mafiosa assieme ad una manciata di medici e assessori. E ancora silenzio assoluto per quella inspiegabile e assurda circolare del sempre più jurassico CSM che stabilisce la turnazione dei magistrati della DDA ogni otto anni. Così mentre la mafia coltiva i suoi affiliati per dieci anni per poi renderli insostituibili, lo Stato pensa bene di fare in modo che un procuratore non diventi troppo competente nella lotta al crimine organizzato, non si sa mai che si metta in testa di farsi ammazzare perseverando troppo nella ricerca della verità. Così arriva l’estate. Speriamo che porti consiglio. Una bella riforma. Non quella della giustizia sul modello della impunità, ma magari di qualche obsoleta circolare. Magari quelle modifiche che auspicava Paolo Borsellino, prima di essere barbaramente assassinato undici anni fa dal potere politico-affaristico-mafioso, quando era quasi riuscito, con Giovanni Falcone e quei pochi altri colleghi pedanti e accaniti, a mettere in scacco Cosa Nostra e i suoi alleati nelle istituzioni. Giorgio Bongiovanni |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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