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Antimafia Duemila

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May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow N° 32 Giugno 2003
N° 32 Giugno 2003 PDF Stampa E-mail

L’ipocrisia dei politici e l’ignoranza del ministro

di Giorgio Bongiovanni

E’ comprensibile il sentimento di sconcerto  di Maria Falcone e di turbamento di Rita Borsellino, sorelle dei giudici assassinati nelle stragi di Capaci e Via D’Amelio, alla notizia degli arresti domiciliari concessi al collaboratore di giustizia Enzo Salvatore Brusca.
Gli assassini efferati dei due magistrati, così come quello del piccolo Giuseppe Di Matteo, strangolato e sciolto nell’acido proprio dall’ex mafioso di San Giuseppe Jato su ordine del fratello Giovanni Brusca, suo capomandamento, sono ormai impressi nell’anima collettiva italiana e lo rimarranno per sempre.
Assolutamente sbalorditivo è invece l’atteggiamento ipocrita di quei politici che si dimostrano sdegnati al vedere applicare una legge che loro stessi, quasi all’unanimità viste le scarsissime opposizioni, hanno firmato.
E ancor più sbalorditivo è constatare l’assoluta ignoranza, in materia di mafia, del Ministro della Giustizia Castelli, fazzolettino verde rigorosamente piegato nel taschino. Così come quella dell’altro Ministro, suo capo, Umberto Bossi, tra coloro che hanno votato per l’approvazione di quella legge che concede premi, in termini di sconti di pena, ai collaboratori di giustizia.
E allora è a questo ministro della Giustizia che mi rivolgo. Per dirgli di leggere le leggi sui collaboratori di giustizia approvate anche dal suo governo, di seguire i processi, di verificare con dati alla mano quante centinaia di mafiosi assassini sono stati arrestati e condannati grazie al contributo dei pentiti.
Ogni qualvolta i magistrati applicano le leggi e dimostrano di essere scrupolosi nel farle rispettare, i politici gridano allo scandalo.
E’ per questo che piuttosto che guardarci dai pentiti forse sarebbe invece più opportuno guardarci da certi politici.

Giorgio Bongiovanni

 
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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

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    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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