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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Terzo Millennio arrow N° 25 Settembre 2002
N° 25 Settembre 2002 PDF Stampa E-mail

I fuorilegge e il «papello» di Riina

 di Giorgio Bongiovanni

Alla fine quello che ci sta rimettendo più di tutti è lui, il capo dei capi: Totò Riina. Una decina di ergastoli da scontare, alcuni dei quali comminati in via definitiva.  Cosa Nostra, invece, grazie al suo «sacrificio» sta ottenendo ora ciò che lui chiese nel «papello» dieci anni orsono.
Vi ricordate la trattativa? Le bombe del ‘93 ? Le stragi di Capaci e via D’Amelio?
Quei fatti tragici, di inaudita violenza hanno portato Cosa Nostra alla vittoria di oggi, nonostante il lavoro incessante dei magistrati e delle forze dell’ordine che hanno fatto condannare la cupola a centinaia di anni di carcere, hanno sequestrato migliaia di miliardi di lire e arrestato importantissimi latitanti.
Eppure non si è riusciti a infliggere il colpo mortale e definitivo.
Di tale situazione si faccia carico innanzitutto il centrosinistra, che nonostante le poche, pochissime eccezioni, ha tradito la volontà del popolo italiano, che voleva la sconfitta della mafia, «inciuciando» con Berlusconi e dando il via al festival delle leggi pro criminali.
Ora che al governo ci sono avvocati e avvocaticchi e qualche ex magistrato che Berlusconi e Dell’Utri hanno sapientemente saputo chiamare a raccolta, ecco che vengono presentate proposte o leggi che favoriscono la mafia (Pittelli, Cirami, Anedda e chi più ne ha più ne metta). Nel quadro dello scempio che abbiamo tentato di spiegare nelle pagine del nostro giornale, emergono orrendamente due nuove proposte di legge. La prima modifica l’art.192 del c.p.p. secondo cui non hanno più valore le cosiddette testimonianze incrociate, ossia non costituiranno più prova le dichiarazioni di più collaboratori o testimoni che convergano, ma saranno necessarie «prove di altra natura». Invitiamo pertanto il signor Provenzano e gli amici degli amici a posare cortesemente al fine che si possa scattare una bella foto ricordo dell’ultima riunione cui hanno preso parte anche gli insospettabili. Oltre all’inganno, poi, anche la beffa.
La seconda è il decreto in via di approvazione che ridurrà e limiterà in maniera determinante l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, quell’unica arma rimasta nelle mani degli inquirenti dopo la sistematica distruzione dell’istituto dei collaboratori di giustizia. Opera iniziata dalla Sinistra e portata a compimento dalla Destra.
Gli esperti che abbiamo intervistato ci hanno dimostrato «scientificamente» i danni che il pacchetto legge sulla giustizia provocherà... e quando la prova è schiacciante, la sentenza non può essere che di colpevolezza.
Anche se si prospetta il buio, la nostra battaglia, per piccola che sia, rimane ferma e decisa a sostegno dei magistrati in trincea nella lotta alla mafia, a Palermo, a Reggio Calabria, a Napoli, a Milano, ecc...

Giorgio Bongiovanni

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...
    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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