Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Friday
Nov 21st
Home arrow La Rivista arrow Sommari arrow N° 23 Giugno 2002
N° 23 Giugno 2002 PDF Stampa E-mail

La Mafia vince in Cassazione

di Giorgio Bongiovanni 

La sensazione è che il tempo si sia fermato. Allora viene istintivo accendere la tv e aspettarsi di vedere apparire una notizia su Giovanni Falcone, protagonista, magari, di qualche straordinaria azione investigativa, o forse di ascoltare le parole di Paolo Borsellino che denuncia con forza un sopruso o un’ ingiustizia. E invece no. Loro sono morti. Non ci sono più. Riappaiono qualche volta grazie all’abnegazione di chi ha accolto la loro gravosa eredità, da pagare gioiosamente, con il sorriso sulle labbra, come diceva Borsellino. Ma tutto intorno è buio. Le leggi per cui si erano battuti e per cui sono stati barbaramente uccisi sono state quasi tutte abolite o stravolte nella loro essenza, i loro colleghi sono bersagliati da ogni lato e i mezzi a loro diposizione scarsi e insufficienti, la produzione legislativa si è trasformata in una fangosa rete di contraddizioni che di fatto non permette l’azione penale… Senza contare i malcelati progetti di assoggettare il pubblico ministero all’esecutivo, limitando di fatto l’indipendenza della magistratura garante della giustizia e della libertà di ogni cittadino.
E dulcis in fundo l’incubo del passato che ritorna.
La Suprema Corte di Cassazione ha annullato gli ergastoli a 13 padrini di Cosa Nostra già condannati in primo e secondo grado per la strage di Capaci. Tutto da rifare. La macchina del tempo si rimette in moto. Buscetta come chi prima di lui non è più credibile, il “teorema” strumento base del lavoro Falcone non è più valido. A rischio persino il maxi-processo strappato per un soffio dall’infallibile intelligenza di Falcone alle untuose grinfie dell’uomo giusto al posto giusto.
Sarà la rivincita di Cosa Nostra, ancora in attesa della revisione di quel processo che segnò l’inizio della sua presunta fine?
Certo la corrispondenza con le richieste di Aglieri nella sua ultima lettera è a dir poco inquietante.
Chiedeva di essere ragionevoli e di trovare punti di incontro… Cosa c’è di meglio di un ergastolo annullato? Tanto più se è per quell’ossessiva strage di Capaci.
Onore al merito di Bernardo Provenzano. Che aveva persino calcolato i tempi di realizzazione del suo progetto di riorganizzazione e di ristabilizzazione di Cosa Nostra. Per festeggiare, poi, giusto giusto la torta che stanno aspettando da anni: il ponte di Messina servito con una legge che tutto garantisce tranne la trasparenza in materia di appalti.
E mentre perdiamo di nuovo il senso del tempo, rieccheggia forte la voce roca e un po’ cupa di Tommaso Buscetta: La mafia ha vinto.

Giorgio Bongiovanni

 
< Prec.   Pros. >
passaparola
  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

    LEGGI TUTTO...

     
  • Terzo Millennio

    terzomillennio_250_pixel.jpg

    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

    LEGGI TUTTO...
     
 

Approfondimento quotidiano

newsletter-home.jpg


Video

IL VIDEO/TUTORIAL DEL SITO ANTIMAFIADUEMILA

tutorial-web.jpg
banner-processi-ok.gif

Link

comitato_addiopizzo.gif



liberainformazione.jpg



ilresto_banner.jpg



telejatoweb.jpg



banner_corrierenews_web1.png



banner-u-cuntu-web.jpg




APPELLO

contro-il-lodo-alfano-web0.jpg

Statistiche

Utenti: 889
Notizie: 6410
Collegamenti web: 68
Visitatori: 2883286

Iscriviti

Password dimenticata? Nessun account? Registrati

Rss Feed

rss_web.png



Google Adv


Libri

solo-per-giustizia-home.jpg

Libri

e-la-stampa-bellezza-home.jpg

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

giovanni-falcone-big--web1.jpg

E' successo oggi

clock.jpg