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N° 23 Giugno 2002 | N° 23 Giugno 2002 |
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La sensazione è che il tempo si sia fermato. Allora viene istintivo accendere la tv e aspettarsi di vedere apparire una notizia su Giovanni Falcone, protagonista, magari, di qualche straordinaria azione investigativa, o forse di ascoltare le parole di Paolo Borsellino che denuncia con forza un sopruso o un’ ingiustizia. E invece no. Loro sono morti. Non ci sono più. Riappaiono qualche volta grazie all’abnegazione di chi ha accolto la loro gravosa eredità, da pagare gioiosamente, con il sorriso sulle labbra, come diceva Borsellino. Ma tutto intorno è buio. Le leggi per cui si erano battuti e per cui sono stati barbaramente uccisi sono state quasi tutte abolite o stravolte nella loro essenza, i loro colleghi sono bersagliati da ogni lato e i mezzi a loro diposizione scarsi e insufficienti, la produzione legislativa si è trasformata in una fangosa rete di contraddizioni che di fatto non permette l’azione penale… Senza contare i malcelati progetti di assoggettare il pubblico ministero all’esecutivo, limitando di fatto l’indipendenza della magistratura garante della giustizia e della libertà di ogni cittadino. Giorgio Bongiovanni |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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