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Antimafia Duemila

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May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow N° 23 Giugno 2002
N° 23 Giugno 2002 PDF Stampa E-mail

La Mafia vince in Cassazione

di Giorgio Bongiovanni 

La sensazione è che il tempo si sia fermato. Allora viene istintivo accendere la tv e aspettarsi di vedere apparire una notizia su Giovanni Falcone, protagonista, magari, di qualche straordinaria azione investigativa, o forse di ascoltare le parole di Paolo Borsellino che denuncia con forza un sopruso o un’ ingiustizia. E invece no. Loro sono morti. Non ci sono più. Riappaiono qualche volta grazie all’abnegazione di chi ha accolto la loro gravosa eredità, da pagare gioiosamente, con il sorriso sulle labbra, come diceva Borsellino. Ma tutto intorno è buio. Le leggi per cui si erano battuti e per cui sono stati barbaramente uccisi sono state quasi tutte abolite o stravolte nella loro essenza, i loro colleghi sono bersagliati da ogni lato e i mezzi a loro diposizione scarsi e insufficienti, la produzione legislativa si è trasformata in una fangosa rete di contraddizioni che di fatto non permette l’azione penale… Senza contare i malcelati progetti di assoggettare il pubblico ministero all’esecutivo, limitando di fatto l’indipendenza della magistratura garante della giustizia e della libertà di ogni cittadino.
E dulcis in fundo l’incubo del passato che ritorna.
La Suprema Corte di Cassazione ha annullato gli ergastoli a 13 padrini di Cosa Nostra già condannati in primo e secondo grado per la strage di Capaci. Tutto da rifare. La macchina del tempo si rimette in moto. Buscetta come chi prima di lui non è più credibile, il “teorema” strumento base del lavoro Falcone non è più valido. A rischio persino il maxi-processo strappato per un soffio dall’infallibile intelligenza di Falcone alle untuose grinfie dell’uomo giusto al posto giusto.
Sarà la rivincita di Cosa Nostra, ancora in attesa della revisione di quel processo che segnò l’inizio della sua presunta fine?
Certo la corrispondenza con le richieste di Aglieri nella sua ultima lettera è a dir poco inquietante.
Chiedeva di essere ragionevoli e di trovare punti di incontro… Cosa c’è di meglio di un ergastolo annullato? Tanto più se è per quell’ossessiva strage di Capaci.
Onore al merito di Bernardo Provenzano. Che aveva persino calcolato i tempi di realizzazione del suo progetto di riorganizzazione e di ristabilizzazione di Cosa Nostra. Per festeggiare, poi, giusto giusto la torta che stanno aspettando da anni: il ponte di Messina servito con una legge che tutto garantisce tranne la trasparenza in materia di appalti.
E mentre perdiamo di nuovo il senso del tempo, rieccheggia forte la voce roca e un po’ cupa di Tommaso Buscetta: La mafia ha vinto.

Giorgio Bongiovanni

 
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    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
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    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
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    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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