| Nuova inchiesta su Mauro De Mauro |
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6 dicembre 2007 Palermo. A 37 anni dalla scomparsa del giornalista de "L'Ora" il gup Silvana Saguto, accogliendo la richiesta della Procura di Palermo, ha disposto l'apertura di una nuova indagine contro ignoti. Il pm Antonio Ingroia aveva motivato la sua richiesta facendo riferimento ai nuovi documenti trasmessi nei mesi scorsi a Palermo dalla Dda di Catanzaro, secondo cui i resti del giornalista potrebbero essere sepolti nel cimitero di Conflenti (CZ). Proprio lo scorso settembre la procura calabrese ordinò la riesumazione e il prelievo di alcuni frammenti per l'esame del Dna di un cadavere, ufficialmente il corpo del malavitoso Salvatore Belvedere. Secondo le prime indiscrezioni non dovrebbero appartenere al De Mauro ma a giorni dovrebbero terminarsi anche gli ultimi accertamenti. La riapertura dell'inchiesta si è resa comunque necessaria proprio per dare una collocazione alle nuove carte mandate da Catanzaro in attesa dei prossimi accertamenti. "Fino ad ora - spiega l'Avvocato della famiglia De Mauro, Francesco Crescimanno - nessuno ha chiamato la famiglia De Mauro per un eventuale confronto del Dna. Restiamo in attesa di notizie". La pista rilanciata dalla magistratura calabrese propone una traccia che contrasta con le indicazioni fornite da alcuni collaboratori di giustizia siciliani. Questi riportano a Palermo, nella borgata di Santa Maria di Gesù, il punto in cui De Mauro sarebbe sepolto. Della vicenda De Mauro hanno parlato Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Gaetano Grado, Francesco Di Carlo e Francesco Marino Mannoia. A Palermo comunque procede il processo in Corte d'Assise contro Totò Riina. Nelle recenti udienze sono stati ascoltati il giornalista Orazio Barrese, ex de "L'Ora", che ha raccontato quanto gli disse il giudice Cesare Terranova: ovvero che De Mauro sarebbe morto per via di un colloquio che ebbe con il procuratore di Palermo, Pietro Scaglione, assassinato pochi mesi dopo la scomparsa del giornalista, il 5 maggio del 1971. Per quanto riguarda la deposizione di Bruno Contrada non sarà più necessaria in quanto saranno acquisite le precedenti dichiarazioni messe a verbale. Il diciassette novembre in qualità di teste è stato ascoltato anche l'ex terrorista nero Pierluigi Concutelli, citato dalla difesa di Riina, che ha ricostruito una visita a Palermo del principe Junio Valerio Borghese. Oltre ad aver negato di aver conosciuto De Mauro non ha confermato le versioni di altri testi secondo cui nella primavera-estate del 1969 presso il cinema "Smeraldo" il giornalista si sarebbe incontrato con Borghese. Sempre citato dalla difesa, il giorno 5 dicembre doveva essere sentito il boss Pietro Aglieri ma il teste si è avvalso della facoltà di non rispondere in quanto imputato di reati connessi.
Aaron Pettinari |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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