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Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow L'orribile fine di una 17enne uccisa dalla mafia
L'orribile fine di una 17enne uccisa dalla mafia PDF Stampa E-mail

 

 

27 novembre 2007

 

Palermo. Il 12 dicembre 1985 scompare una giovanissima ragazza, Graziella Campagna. Il suo corpo senza vita sarà rinvenuto dopo alcuni giorni sfigurato da 5 colpi di lupara. Graziella aveva solamente 17 anni, lavorava in una tintoria di Saponara, in provincia di Messina, per contribuire al povero reddito familiare. La sua unica colpa fu il ritrovamento per caso di un'agendina che Gerlando Alberti jr aveva distrattamente lasciato nella sua giacca portata nella lavanderia dove lavorava la ragazza. Quell'agendina avrebbe messo fine alla latitanza dorata di Alberti, trafficante di droga, che tutti credevano un onesto ingegnere di nome Antonio Cannata. Graziella fu con un pretesto condotta sui Colli Sarrizzo ed uccisa. Gli esecutori furono arrestati ma liberati dopo la sentenza d'appello. <<Il mio avvocato - ha detto il fratello di Graziella, Pietro Campagna - ha lavorato gratuitamente e alla sentenza ha pianto. In questi casi tutti dovrebbero seguire il suo esempio>>. Alla storia di Graziella è stata dedicata una fiction televisiva, dal titolo "La vita rubata", che vede fra gli interpreti Beppe Fiorello. Rai Uno aveva deciso di trasmetterla il 26 novembre, ma dopo le rimostranze del Ministro Mastella, preoccupato perché il processo in corso  potesse subire un condizionamento, ha rimandato la messa in onda al 24 febbraio. <<E' una data che viene spostata molto in là nel tempo - ha commentato il fratello della vittima - e la vicenda rischia, nuovamente, di finire nel dimenticatoio. Sono indignato, non capisco perché ci si occupa con tanta attenzione di un film e in questi 22 anni nessuno si è dato tanto da fare per capire perché è saltato il primo processo, perché ci sono stati i depistaggi e perché dopo 22 anni gli assassini di mia sorella sono ancora in libertà. Nessuno ha visto il film e hanno deciso di sospenderlo senza conoscerne i contenuti. Il Ministro forse si dovrebbe preoccupare della scarsa sicurezza che c'è nel Paese, si poteva esprimere sui processi televisivi che vengono fatti in tv. Faccio solo un esempio. Il processo di Cogne si è svolto prima nella trasmissione di Vespa e poi nelle aule del tribunale. Su questo caso non ho sentito nulla. Ed è solo un esempio>>. Con un colpo di spugna si è cercato nuovamente di far calare il silenzio sulla storia di Graziella Campagna. L'ipocrisia dell'azione di censura di Clemente Mastella conferma una volta di più l'ambiguità del suo operato. Nella speranza che dal prossimo 13 dicembre il processo per Graziella Campagna possa finalmente renderle giustizia auspichiamo che simili censure non si ripetano più. La Redazione

Dora Quaranta

 
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    Gioco criminale

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    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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