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Antimafia Duemila

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Nuovo appello ex moglie Maiorana PDF Stampa E-mail


18 novembre 2007
Palermo.
<<Qualche giorno fa mio figlio Marco ha rilevato che manca all'appello il personal computer del padre, utilizzato all'interno della casa in via delle Croci, dove abitava con la compagna>>. Che fine ha fatto? Se lo chiede Rossella Accardo ex moglie dell'imprenditore Antonio Maiorana, scomparso nel nulla, insieme al figlio Stefano, lo scorso 3 agosto. La Signora Accardo accusa: <<Constatiamo che la signora Karina, unitamente all'hard disk del suo computer personale, ha ritenuto altresì di trattenere il computer di Antonio Maiorana, negando agli inquirenti la possibilità di trovare all'interno delle rispettive memorie elementi utili per l'indagine>>. Qualche giorno prima, precisamente il 4 novembre, la donna aveva ricevuto una lettera anonima che aveva prontamente consegnato ai Carabinieri impegnati nelle indagini sulla scomparsa dell'ex marito e del figlio. Nella missiva si faceva riferimento alla compagna di Antonio Maiorana invitando gli investigatori a cercare in quella direzione. Ma anche se gli stessi investigatori si erano detti convinti che la famiglia o l'eontourage professionale dell'imprenditore nascondessero qualcosa, la donna di Maiorana, ascoltata più volte nei mesi scorsi non aveva fornito particolari utili alle indagini. Rossana Accardo ha sempre detto di non credere alla lupara bianca: <<Sono convinta che siano ancora vivi e che qualcuno li trattenga da qualche parte>>. Di recente, nel corso di un sit-in organizzato per tenere alta l'attenzione sul caso, aveva dichiarato: <<Chiunque abbia informazioni può anche fornirmele in forma anonima, con lettere o messaggi di qualunque tipo>>. <<Non mi arrenderò finché non avrò notizie di mio figlio>>. In occasione di un'intervista rilasciata al Giornale di Sicilia il 1° ottobre, la donna si era detta convinta che prima di sparire l'ex marito avesse delle grane con qualcuno. <<Conosco il suo carattere impulsivo>>, sono state le sue parole, <<immagino che doveva restituire del denaro a qualcuno e che sia andato a quell'appuntamento per chiarire la cosa. Probabilmente non si aspettava che le persone che avrebbe dovuto incontrare erano pericolose; se no non avrebbe portato Stefano con sé>>.

Monica Centofante
 
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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