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Antimafia Duemila

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Jul 29th
Home arrow La Rivista arrow Marco Travaglio arrow La diretta con ''Passaparola''
La diretta con ''Passaparola'' PDF Stampa E-mail
Indice articolo
La diretta con ''Passaparola''
I porti delle nebbie
Prima si assolve Berlusconi, poi si decide perche'
Fininvest: programma per corrompere
Troppo ricco per sapere
L'attenuante del ''cosi' fan tutti''
Troppo furbo per pagare con bonifico ma anche in contanti


Fininvest: programmati per corrompere

Infatti su chi avesse dato l'autorizzazione e i soldi a Sciascia si è aperto un dibattito: inizialmente si è arrestato Paolo Berlusconi che confessa di essere stato lui e di avere fatto tutto da solo, anche perché il fratello era Presidente del Consiglio; poi si scopre che in realtà il Presidente del Consiglio aveva incontrato Berruti un minuto prima che questo facesse il depistaggio delle indagini, allora viene sospettato anche Silvio e viene indagato e viene fatto il processo. Nel primo e nel secondo grado viene ritenuto che Silvio sia responsabile come mandante di quelle tangenti.
Nel primo grado viene condannato, in appello viene salvato dalla prescrizione, la Cassazione gli leva pure la prescrizione dicendo che non c'è prova sufficiente che sia stato lui: potrebbe essere stato anche Paolo, cioè recupera la tesi originaria, che però è stata abbandonata dalla Corte D'Appello che ha assolto Paolo, non credendo che fosse colpevole quindi alla confessione.
Non è sempre colpevole chi confessa, vedete per esempio il caso dei rumeni: i giudici avevano ritenuto che Paolo si fosse autoaccusato per coprire il fratello Silvio.
La Cassazione ha ribaltato dicendo che “potrebbe essere stato Paolo a ordinare quelle tangenti, ma non possiamo più processarlo perché l'abbiamo già assolto una volta”. Sapete che in Italia, giustamente, non si può processare una persona due volte per lo stesso reato, e quindi alla fine il mandante è mandato impunito, non accertato: i giudici scrivono che “sicuramente Sciascia operava per conto del gruppo, per l'illecito vantaggio del gruppo e non a titolo personale”. Che c'era una “predisposizione della Fininvest a gestire in modo programmato le situazioni oggetto di causa”, cioè la Fininvest era predisposta per corrompere la Guardia di Finanza ogni volta che un finanziere arrivava a fare una verifica fiscale “anche con la formazione di fondi per la programmazione extra bilancio e la designazione di uno specifico soggetto, Sciascia, delegato a tenere opportuni contatti”.
Cioè, la Fininvest aveva in fondi neri per pagare i finanzieri, aveva un addetto alla corruzione dei finanzieri – quello che adesso sta in Parlamento – questo scrive la Cassazione, il che naturalmente configura una condotta “reiterata, sistematica, programmata di corruzione propria”.
Scattò anche il programmatico inquinamento delle prove con i depistaggi di Berruti ma, scrivono i giudici, “tenuto conto di quanto già osservato sulla insufficienza probatoria nei confronti di Berlusconi” scatta l'assoluzione con la formula dubitativa. E fin qui... se i giudici ritengono che le prove non siano sufficienti fanno bene a non condannare, non c'è nulla di scandaloso in questa sentenza, basta conoscerla e sapere che non c'è stata un'assoluzione con formula piena ma con formula dubitativa perché si dice che o Silvio o Paolo autorizzavano e che l'azienda comunque era programmata per corrompere.



 
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    Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro?
    (seconda puntata. Che schifo!)


    di Giorgio Bongiovanni

    cop-65-web_2.jpgLa notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002. Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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