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Marco Travaglio
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Pagina 6 di 7 L'attenuante del “così fan tutti” Poi abbiamo le sentenze Mondadori, che partono molto bene nel senso che il GIP - quando gli chiedono di rinviare a giudizio Berlusconi, Previti, il giudice Metta e gli altri avvocati della Fininvest accusati di avere comprato la sentenza che nel 1990 annullava il lodo Mondadori e toglieva la Mondadori a De Benedetti per darla a Berlusconi – che si chiama Rosario Lupo proscioglie tutti gli imputati e respinge la richiesta di rinvio a giudizio, sempre sulla base del comma 2 dell'articolo 530, dicendo che non ci sono sufficienti prove per rinviarli a giudizio. La procura fa ricorso in appello e la Corte D'Appello rinvia a giudizio tutti gli imputati, tranne uno: Berlusconi. Come fa la corte D'Appello a salvare Berlusconi e a rinvia a giudizio gli altri, visto che il fatto era lo stesso e la Mondadori se l'è pappata lui e non i suoi avvocati, Previti, Pacifico e Acampora che materialmente fecero arrivare al giudice Metta la tangente di 420 milioni di lire? Scrivono i giudici della Corte D'Appello: “è ormai evidente un sistema di mercimonio delle pronunce giudiziarie nell'area romana”, cioè visto che all'epoca a Roma si vendevano e si compravano sentenze, questo implica che Berlusconi si è adeguato all'andazzo e quindi merita, scrivono i giudici, “una valutazione favorevole in termini di gravità del fatto e capacità criminosa”. Visto che si è comprato una sentenza in un posto dove anche altri compravano sentenze, la cosa è meno grave. Come dire che se uno spaccia droga sotto casa sua è più grave, se la spaccia ai giardinetti dove ci sono altri spacciatori c'è un'attenuante particolare. Pensate a cosa si appigliano pur di salvare Berlusconi queste toghe rosse milanesi politicizzate. “Berlusconi – scrivono – sceglie un professionista – cioè Previti – per ottenere una pronuncia favorevole che spende somme di denaro anche ingenti, paga onorari cospicui” e poi non si interessa di come i suoi avvocati vincono la causa Mondadori, potrebbero anche aver corrotto i giudici spendendo soldi suoi senza dirglielo. Infatti lui potrebbe “non essersi informato dei reali sistemi dell'attività professionali” usati da Previti & c. per vincere la causa Mondadori. “L'intensità del dolo deve ritenersi diminuita a causa della preesistente e pericolosa corruttibilità dell'ambiente giudiziario competente” cioè di Roma. Il “così fan tutti” invece di diventare un'aggravante diventa un'attenuante: quindi gli danno le attenuanti generiche che fanno scattare la prescrizione solo per lui e non per gli altri. Secondo, l'imputato Berlusconi ha all'epoca della vicenda e successivamente alla sentenza comprata “favorito la composizione degli interessi patrimoniali derivanti dal Lodo, addivenendo a un accordo con la parte offesa” cioè con De Benedetti. Già, perché dopo essersi fregato la Mondadori, Berlusconi fu costretto da Andreotti a una transazione extragiudiziale restituendo una parte del maltolto: sapendo di averla rubata, la Mondadori, restituì a De Benedetti almeno Repubblica, L'Espresso e i giornali locali. Uno ruba una macchina, poi restituisce il volante al legittimo proprietario e gli danno le attenuanti generiche perché è stato generoso, un pezzo della refurtiva l'ha ridata al proprietario. E' tutto scritto in una sentenza, io lo trovo fantastico. A Milano... le toghe rosse. “Il privato – terzo motivo per cui danno le attenuanti generiche a Berlusconi – ha agito nell'ambito di un'attività economica imprenditoriale di importanza nazionale, le cui zone d'ombra non possono condurre a una preconcetta valutazione ostativa della concessione delle attenuanti generiche. Soprattutto in virtù – scrivono i giudici e questa ve la dovete segnare perché è meravigliosa – delle attuali condizioni di vita individuale e sociale, il cui oggettivo rilievo di per sé giustifica l'applicazione delle attenuanti generiche”. Cioè: adesso Berlusconi ha delle condizioni individuali e sociali di vita – è presidente del Consiglio in quel momento, siamo nel 2001, è appena tornato a Palazzo Chigi per la seconda volta – talmente elevate che di per sé giustificano l'applicazione delle attenuanti generiche. Fosse stato un pirla qualunque, un passante o peggio ancora un barbone no, ma le condizioni di vita personali e sociali di Berlusconi sono di per sé motivo per trattarlo meglio rispetto agli altri. Qui c'è da domandarsi se siamo impazziti, visto che la legge è uguale per tutti e semmai bisognerebbe usare più severità nei confronti di chi sta in alto nella scala sociale, perché chi sta in basso e delinque magari ha qualche motivo di sopravvivenza per farlo, ma chi sta in alto certamente non ha bisogno di rubare. Viene rivoltato tutto questo pur di assolvere questo sant'uomo. Naturalmente, questa sentenza fa talmente ridere che i PM la impugnano in Cassazione, che la conferma ma almeno ci risparmia l'ultima delle fesserie, cioè quella della corruttibilità dell'ambiente di Roma. Almeno il fatto che a Roma fosse usuale vendere e comprare sentenze glielo tolgono tra i motivi di concessione delle generiche mentre confermano che le sue condizioni di vita individuale e sociale gli danno diritto alle generiche; non, spiegano in Cassazione, per le cariche istituzionali che ricopre ma semplicemente per la condotta di vita successiva all'ipotizzato delitto. Non è più quel furbetto degli anni Ottanta, è diventato molto onesto. Se avessero saputo cosa avrebbe combinato dopo nel caso Saccà ecc. forse queste cose non le avrebbero scritte. Comunque Berlusconi esce con queste motivazioni per prescrizione del reato nel caso Mondadori, mentre il giudice che gli ha dato la Mondadori e ha preso i soldi dalla Fininvest e gli avvocati, Previti, Pacifico e Acampora, che hanno pagato quel giudice Metta perché annullasse il lodo Mondadori e la desse a Berlusconi vengono tutti condannati per corruzione giudiziaria, mentre il presunto mandante si è salvato con quelle simpatiche motivazioni che vi ho letto prima. |
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