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Antimafia Duemila

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Mafia la Dia di Catania sequestra cavalli di proprietà dei Santapaola PDF Stampa E-mail

 


11 ottobre 2007

Catania. La DIA di Catania ha disposto il sequestro di 5 cavalli appartenenti direttamente o indirettamente al clan Santapaola. Tra i purosangue Mister Personal, vincitore di diverse gare e già appartenuto ad Angelo Santapaola, due cavalli di proprietà di Vincenzo Santapaola (arrestato a Messina), trovati all’ippodromo “Capannelle” di Roma e due che sarebbero stati nella disponibilità di Francesco Santapaola e sono stati sequestrati a Catania e Floridia (SR) dove, in occasione del “Gran premio ippico Ascensione 2004”, i Carabinieri denunciarono 4 proprietari di scuderie e un fantino coinvolti nel reato di associazione mafiosa. L’operazione "Arcangelo", che ha consentito anche l'arresto di 32 presunti affiliati alla cosca Santapaola accusati di estorsioni e traffico e spaccio di droga, è stata disposta dal procuratore Vincenzo D'Agata, dal procuratore aggiunto Giuseppe Gennaro e dai sostituti Giovannella Scaminaci e Iole Boscarino. Gli investigatori analizzano anche l'ipotesi che il clan abbia condizionato lo svolgimento di alcuni concorsi ippici. Nel 2005 un rapporto della Direzione Investigativa Antimafia spiegava che nel versante occidentale del territorio ibleo "le antiche divergenze con le cosche mafiose gelesi di Cosa Nostra alleate di Madonia e Santapaola sarebbero state superate con il raggiungimento di un accordo per la suddivisione degli spazi operativi e la spartizione delle attività illecite", mentre il Ministero dell’Interno considera da anni le corse clandestine di cavalli "attività criminali emergenti". Secondo le stime dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, guidato da Ciro Troiano, le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di cavalli, organizzate da clan e gruppi malavitosi su circuiti abusivi o direttamente su strade, fruttano 1 miliardo di euro l'anno e si collegano al traffico di anabolizzanti e di altre sostanze dopanti. Solo nel 2006 per quanto riguarda la criminalità negli ippodromi e nelle corse di cavalli sono state denunciate 237 persone e 53 sono state arrestate, sono stati sequestrati 143 cavalli, un ippodromo e 3 maneggi, oltre a 10.000 confezioni di farmaci e sostanze vietate usate per dopare i cavalli. Rita Guma

 

 
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    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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