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Cosa Nostra Americana e il business delle scommesse PDF Stampa E-mail

 


11 ottobre 2007

 

Roma. Il tennista scozzese Murray ha lanciato l'allarme "il Tennis è truccato". L'atleta 18° nel ranking mondiale ai microfoni della Bbc ha dichiarato << E' difficile provare se qualcuno ha truccato un incontro. Basta intervenire negli ultimi due giochi di un set e fare qualche errore, bastano un paio di doppi falli, e il risultato e' fatto>>. Il crimine organizzato minaccia lo sport. Cosa nostra americana e la mafia russa hanno messo "le loro mani" sul business delle scommesse clandestine. A tal proposito il pentito Michael Franzese della famiglia Colombo di New York in un'intervista rilasciata al quotidiano La Stampa "illustra" aspetti poco conosciuti all'opinione pubblica. Ma iniziamo con ordine. Secondo l'ex boss di Cosa Nostra americana il business delle scommesse è il più grande che c'è. << A New York - ha affermato - , ai miei tempi, solo la mia famiglia nello sport muoveva 30 o 40 milioni di dollari alla settimana. A New York ci sono 5 famiglie. Io appartenevo alla famiglia Colombo, eravamo in 110, qualcuno si occupava degli atleti, io controllavo soprattutto i bookmakers. Non tutta la famiglia seguiva solo le scommesse, ovviamente. Anche la Mafia russa agisce così>>. Il fenomeno è destinato a crescere. Infatti attualmente per scommettere basta un computer e un accesso web. <<Il tennis - ha detto il pentito - è più compromesso perché è uno sport prevedibile ed è molto più facile da alterare. Basta una persona sola>>. Ha poi spiegato che << una volta che un giocatore accetta di vendere una partita "rischia anche la vita". Quando ero in Cosa Nostra, negli anni 80 mi occupavo di questo. Seguivo i bookmaker e gli atleti. Una volta che ne agganciavo uno, non lo mollavo più. Il mio consiglio è semplice. Se qualcuno vi avvicina , dite no. Non rischiate niente, il tipo proverà con qualcun altro. Ma se dite di si una volta, siete nei guai. Conosco quella gente, non scherza>>. Poi ha raccontato di aver lasciato Cosa nostra perché si era accorto di essere in pericolo e si è affidato all'FBI. <<Ancora adesso - ha affermato - devo stare attento. Non camperei se tornassi a Brooklyn. Molti di quelli che conoscevo sono in prigione o hanno fatto una brutta fine. Diciamo che sto attento a non dire nulla contro chi lavorava con me. E loro lo sanno>>. Ha poi concluso affermando che le partite truccate sono più pericolose del doping <<perché tolgono credibilità allo sport e lo uccidono>>.

Marco Cappella
 
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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


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    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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