La Rivista
Terzo Millennio
N° 21 Aprile 2002 | N° 21 Aprile 2002 |
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La legge è uguale per tutti. Nessuno è al di sopra della legge. Il giudice è chiamato a far rispettare questo inviolabile principio che garantisce democrazia e legalità. Accade ora, invece, che il governo che amministra il nostro Paese, per la verità assecondato da una parte dell’opposizione, stia operando modifiche sostanziali al nostro sistema giudiziario così da rendere di fatto molto limitato il raggio d’azione dei giudici che si troveranno sempre più impossibilitati a compiere il proprio cruciale lavoro. D’altra parte, se i giudici non guardano in faccia nessuno, quei poteri più o meno occulti che costituiscono, assieme alle mafie, i cosiddetti «sistemi criminali» devono pur correre ai ripari per non correre il rischio di essere smascherati. E’ poi dato di fatto che vi siano anche giudici colpevoli di corruzione o collusione, Corrado Carnevale è già stato condannato in appello a sei anni di carcere per associazione mafiosa e come lui tanti altri, già pregiudicati o in attesa di giudizio, un esempio è Renato Squillante. Tuttavia, anche in questo caso, sono sempre i giudici a vagliare le singole posizioni, anche dei colleghi, e devono farlo senza alcun condizionamento. Devono essere indipendenti. Devono riferire solo e unicamente alla legge. Questa è la ragione per cui si sta cercando di chiuderli all’angolo. La vile campagna di delegittimazione e di discredito che si sta perpetrando ai danni dei giudici ha proprio come scopo quello di isolarli, tanto nella credibilità, quanto nella legittimità della loro azione penale. Niente scorte, niente mezzi e pene severe, minacciose ed intimidatorie. Tutte approvate... per legge. Inutile sottolineare come e perché la subdola strategia orchestrata da chi ci governa, con la complicità di un ministro come Roberto Castelli, sia pesantemente indirizzata alle procure più coinvolte nei procedimenti che vedono imputati gli illustri legislatori. Evidenti, sfacciati tentativi di fare in modo che anche i giudici passino definitivamente sotto il controllo della politica all’interno della quale, da sempre e ormai indubbiamente, mafiosi e malviventi di ogni risma hanno trovato appoggio. E continuano a trovarlo anche oggi, forse più di prima, ora che possiedono una tale potenza da infiltrarsi nelle Istituzioni stesse. Non aspettano altro Cosa Nostra e le altre mafie. Non attendono che l’annientamento dell’unico nemico possibile. Di quell’unico elemento che può impedire la colonizzazione criminale del nostro Paese, l’unico organo istituzionale in grado di custodire, proprio grazie alla sua indipendenza costituzionale, uguaglianza e libertà. Diritti appartenenti ad ogni cittadino. Per Legge! di Giorgio Bongiovanni |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
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