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Antimafia Duemila

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Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow N° 19 Febbraio 2002
N° 19 Febbraio 2002 PDF Stampa E-mail
Non rassegnati, resistiamo
di Giorgio Bongiovanni

Resistiamo, sebbene consapevoli che gli uomini del nostro governo, a parte qualcuno, non vogliono né combattere né tanto meno sconfiggere la mafia, ma hanno deliberatamente scelto la politica della convivenza. Resistiamo, anche se la maggior parte degli italiani riconosce l’esistenza di Cosa Nostra solo quando viene ucciso qualche giusto, ma ignora l’essenza profonda di questo male.
Giovanni Falcone sosteneva che Cosa Nostra fosse un fenomeno umano per cui, prima o poi, come tutte le umane cose, avrebbe avuto una fine, ma le sue parole trovano un senso logico solo se l’uomo decide di rinnovarsi culturalmente, moralmente e spiritualmente, e di spogliarsi di tutti quegli atteggiamenti interiori che danno alimento e forza alla mafia. Che è potente perché è ricca economicamente, perché ha collusioni a livello politico, finanziario, istituzionale, ma anche perché noi cittadini sposiamo spesso valori tipicamente mafiosi. Questo ci irrita, non lo ammetteremo mai, per noi la mafia è solo quella di Riina che dissemina di bombe il nostro bel paese, ma non è così.
Lo prova il fatto che in Italia è praticamente impossibile ottenere la condanna dei potenti, nonostante la mole incredibile di prove che attestano i loro rapporti con i mafiosi. Fortunatamente c’è stata qualche eccezione, come la condanna del giudice Carnevale, ma è quasi un caso isolato, si vedano il processo Andreotti così come si presti attenzione allo stravolgimento che sta avendo il fenomeno di «Mani Pulite».
Non è cambiato nulla dai tempi di Falcone e Borsellino, anzi la situazione è senz’altro peggiore. Le gravose parole dell’onorevole Violante circa il difficile clima che si sta vivendo, tanto da raffrontarlo a quello precedente le stragi, sono condivisibili se egli intende riferirsi alla possibile frattura interna a Cosa Nostra tra chi è in libertà e chi è detenuto. Tuttavia se Provenzano e i suoi riusciranno ad ottenere il riconoscimento della  dissociazione, allora a mio avviso non vi sarà alcun pericolo di bombe, perché la «trattativa» sarà andata in porto.
Credo che le accorate parole di Saverio Borrelli in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario siano l’ultimo appello ad una vera resistenza da opporre ad un regime pressoché dittatoriale che, oltre a disporre del suo esercito ufficiale composto da carabinieri, polizia e guardia di finanza, mira ad annettere al suo nefasto potere la nuova Cosa Nostra. Una nuova mafia, priva dei vecchi corleonesi, sì anche di Provenzano!, comandata da giovani rampanti e sanguinari che hanno saputo seguire sia la linea di Riina che quella del boss   latitante; e tra questi emerge senza dubbio, Matteo Messina Denaro, per farne il braccio armato pronto, in qualsiasi momento, a risolvere la fastidiosa possibile interferenza di qualche magistrato, giornalista, imprenditore o politico rompipalle.
Io sono un credente e prego che ciò non avvenga, ma se dovesse esserci un altro delitto eccellente, tutti noi, cittadini, dovremo assumerci la nostra parte di responsabilità perché la nostra apatia è complice, così come la nostra voluta ignoranza.
C’è anche la nostra colpevole indifferenza dietro all’inciuciosa, omertosa e omissiva politica di centrosinistra dal 1995 al 2001 che invece avrebbe dovuto sostenere i magistrati in prima linea. E se le parole del pentito Di Carlo che accusa il senatore Marcello Dell’Utri di “appartenere a Cosa Nostra” dovessero essere riscontrate, nell’attesa delle sentenze di I°, II° e III° grado, allora sapremo definitivamente che la mafia è al governo.

Giorgio Bongiovanni 

 
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  • La Rivista

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    In edicola dal 28 maggio 2008

    In questo numero:

    Stragi ’93. Parla l’avvocato di Riina, Luca Cianferoni in un’intervista esclusiva al nostro direttore Giorgio Bongiovanni.
    I risultati delle elezioni politiche 2008. Approfondimento sulla figura di Marcello Dell’Utri: Attenti a quell’uomo.
    Pericolosi risvolti nella procura calabrese al centro di importanti inchieste. Dalle cimici, ai corvi è come un assedio.
    Calcestruzzi spa sotto inchiesta. Contatto con Cosa Nostra. Nuove collaborazioni e successivi arresti. E’ la fine del sistema Lo Piccolo. Proseguono i grandi processi a Palermo. Da Mercadante a Borzacchelli. Nuova inchiesta su Cuffaro.
    La relazione della Commissione Antimafia sulle grandi capacità d’infiltrazione della ‘Ndrangheta.
    Csm e Anm sotto accusa. Responsabilità e i silenzi nel caso De Magistris. Speciale droga. Le sostanze che invadono l’Europa.
    Le ultime novità del processo “De Mauro”.
    Ed altro ancora…

     

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  • Editoriale

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    Baciamo le mani

    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 58

    In questo numero:


    Nell'ambito del simposio internazionale indetto a Torino lo scorso 28 e 29 marzo dal titolo “From Global Warning to global policy” Giulietto Chiesa ha parlato di recessione mondiale e crisi ambientale, energetica e finanziaria. Questioni cruciali che stanno scuotendo il mondo intero.
    Fame nel mondo e povertà estrema. Una realtà sempre più vicina a noi, ma di chi è la colpa?
    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
    Libera l'Acqua: proseguono le iniziative delle associazioni del Cipsi per promuovere la campagna sull'oro blu.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.
     
 

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