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Antimafia Duemila

Saturday
Aug 30th
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N° 17 Novembre 2001 PDF Stampa E-mail

Mafie, stati, traffici, guerra

di Giorgio Bongiovanni 

Proprio mentre scriviamo è giunta la notizia che la guardia di finanza ha sequestrato al porto di Trieste 100 chili di eroina del valore di 100 miliardi di lire.
Dall’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste apprendiamo che la droga è giunta a noi lungo la pista Afghanistan -Turchia - Italia.
Un’ulteriore conferma ci viene in questo senso dalle dichiarazioni del sostituto procuratore della DDA di Palermo Sergio Barbiera. Intervistato, ci ha confermato che esiste un’inchiesta su un colossale traffico di droga che parte dall’Est ed arriva in Occidente passando per Palermo, vale a dire passando per le mani di Cosa Nostra.
Nonostante questa guerra mondiale veda coinvolti quasi tutti gli stati maggiori del pianeta, per assurdo, è quella su cui sappiamo meno. Differentemente dal conflitto in Kossovo e in Iraq, la macchina massmediatica fa trapelare poche notizie e per lo più propagandistiche.
Abbiamo, comunque, sufficienti elementi per delineare quali altri interessi si celano dietro questa guerra. I primi dati ci vengono dalla guardia di finanza che ha rilevato un notevole incremento delle importazioni di droga dall’Afghanistan.
Armi in cambio di droga dunque e miliardi, sulla pelle dei più giovani. Lo stesso accadde con i soldati dell’UCK, corrieri del mondo mafioso di Grecia, Jugoslavia e Italia.
Il più grande produttore al mondo di oppio è proprio l’Afghanistan, tra i maggiori consumatori: l’Europa, il miglior intermediario: la criminalità organizzata.
L’Italia è al centro del più importante crocevia di questo smercio di morte. E non solo certamente per la posizione geografica, ma anche perché sono nel nostro paese le organizzazioni criminali più potenti al mondo occidentale, Cosa Nostra in testa, seguita da ‘Ndrangheta e Camorra. E forse anche perché la politica del nostro governo attuale si presenta ambigua e contraddittoria. Da una parte il contingente italiano è già pronto per raggiungere gli altri soldati in terra afghana, dall’altra, sono state varate leggi incredibili che favoriscono tanto la mafia quanto il terrorismo, una per tutte: il rientro dei capitali esteri.
Può essere questa una semplice svista, oppure esiste una precisa intenzione di funzionalità in questi provvedimenti?
Sappiamo con certezza, secondo i dati forniti dalla Confcommercio nel 2000, che il fatturato della criminalità organizzata ammonta a oltre 300mila miliardi, mentre il patrimonio si aggira attorno all’incredibile cifra di due milioni di miliardi.
Inoltre, come ricorda Elio Veltri in un recente articolo su L’Unità, “i dati non sono mai stati smentiti da nessuno”.
Un buon potere contrattuale, non vi è dubbio, tale da costituire un ricatto per gli stati?
Si comincia a intravedere la logica con cui i tre capi di stato, Putin, Jiang Zemin e Bush si stanno spartendo il mondo, con il pretesto, seppur giusto, di sgominare il terrorismo.
Come avranno intenzione di controllare le loro mafie?
Mai come in questo momento le mafie hanno goduto di tanto favore legislativo, mai come in questo momento il loro potere strategico ed economico è stato così tutelato e agevolato tanto dal governo di centro sinistra uscente quanto dai primi cento giorni di governo di centro destra entrante.
L’indicazione per comprendere ciò che ci sta accadendo ci viene forse da un film di prossima uscita. Si tratta dell’ultima attesissima fatica di Giuseppe Ferrara incentrata sulla vita di Roberto Calvi e del crack del Banco Ambrosiano dietro al quale si agitano le losche figure che rappresentano i poteri occulti, la grande finanza, le mafie, le istituzioni deviate, i corrotti, i corruttori e i corruttibili. Tutte le pedine di quel «gioco grande» in cui si entra, ma non si esce. Vivi.
 
LEGGI E DECRETI A FAVORE
DELLA MAFIA DAL 1997 AL 2001

 
-legge sul giusto processo (art.513)
-rito abbreviato
-indebolimento del 41 bis
-legge sui collaboratori di giustizia altamente
  disincentivante
-potere di investigazione agli avvocati difensori
-limitazione dell’uso dei mezzi di intercettazione
-drastica riduzione delle scorte ai magistrati in prima linea
abolizione del falso in bilancio
-cavilli nell’espletamento delle rogatorie svizzere
-rientro dei capitali esteri
-licenziamento di Tano Grasso
 
PAPELLO-TRATTATIVA (Riina e Provenzano-Stato)
 
-revisione del maxi processo
-abolizione della legge sui pentiti
-revisione della legge sul sequestro dei beni ai mafiosi
-abolizione del 41 bis

 

Giorgio Bongiovanni

 

 
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  • La Rivista
    cop59.gif In edicola dal 18 luglio 2008

    In questo numero:
    Leggi "blocca processi", leggi "salva premier", "41 bis" revocati e intercettazioni vietate. E' scontro istituzionale.
    La Procura di Salerno ribalta il "caso De Magistris". Chiesta l'archiviazione ed annunciate indagini contro chi lo ha accusato.
    Presto al via il processo Toghe Lucane. La più importante inchiesta degli ultimi cinquant'anni.
    Agenda Rossa: La procura si appella alla Cassazione.
    Trapani: Nuovi legami tra mafia politica e massoneria. Il boss Messina Denaro tradito da falsi amici e documenti pericolosi.
    Gli affari della Despar in Sicilia. Si aggrava la posizione di Scuto nel processo.
    Barlume di speranza sul caso Rostagno. Vent'anni dopo l'attentato una perizia balistica potrebbe far emergere la verità.
    Talpe Dda. Le motivazioni delle sentenze Cuffaro, Borzacchelli e Ciuro.
    Calcestruzzi spa. Le dichiarazioni di Siino su Pesenti.
    Nu Bellu Lavuru. Sulla Ss 106 una commistione tra 'Ndrangheta e politica.
    Gli interessi di Cosa Nostra sul ponte di Messina.
    Ed altro ancora...


    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    La nascita della seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino

    Il 19 luglio 1992, a cinquantasette giorni di distanza dalla strage di Capaci, veniva assassinato a Palermo, in via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e con lui gli agenti della sua scorta.

    Il 20 luglio 1992 nasceva la Seconda Repubblica di questo nostro Paese, basata sulla corruzione, sulle mafie, sulla violenza, sul dominio, sulla prevaricazione, sulla ricchezza illecita, sul razzismo e sulla xenofobia.

    Oggi, ancora luglio, ma 2008, ci ritroviamo per la terza volta al governo l’imprenditore Silvio Berlusconi, plurimputato in diversi processi, amico di condannati per mafia e amico di Cosa Nostra sin dai primi anni Settanta. Che inneggia, abbracciato al suo principale garante Marcello Dell’Utri, all’eroe Mangano, complice dello scioglimento nell’acido di esseri umani.


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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Dopo sei anni di prigionia è stata finalmente liberata Ingrid Betancourt.
    Giulietto Chiesa, sempre analizzando il quadro internazionale degli eventi, spiega il trattato di Lisbona, attorno al quale si è creato un vero dibattito politico.
    Nuovi interrogativi sull'11 settembre. Troppi crolli accidentali.
    Appello contro la pedofilia e la sua ideologia. L'allarme lo lancia l'Associazione Meter di Don Fortunato Di Noto.
    Libera l'Acqua: prosegue la campagna sull'oro blu da parte delle associazioni del Cipsi.
    Si torna a parlare di Nucleare. Una minaccia per il mondo.
    Intervista al pm paraguaiano Arnaldo Guizzo in lotta contro la corruzione e il narcotraffico.
    Appello per un'informazione libera: un nuovo format televisivo per garantire libertà e democrazia nell'informazione.


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