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Antimafia Duemila

Saturday
Jul 05th
DEPOSITATA LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA CHE CONDANNA GIULIO ANDREOTTI PDF Stampa E-mail



 Sen. Giulio Andreotti

 (vedi foto)




DEPOSITATA LA MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA CHE CONDANNA GIULIO ANDREOTTI A PAGARE 20.000 € AL GIUDICE MARIO ALMERIGHI PER DANNI MORALI
 
(AGI) - Roma, 13 ott. - Per il tribunale umbro, Almerighi, ex pretore di ‘assalto’ a Genova negli anni Settanta, ha ragione perche’ “in questo dibattimento puo’ ritenersi provata la circostanza che quel tipo di confidenza gli era stata fatta per davvero”. Lo provano, a parere del giudice Ricciarelli, “le concordi deposizioni” di almeno tre magistrati, “tutti vicini, tanto ad Almerighi quanto a Casadei Monti” che ricordarono di aver appreso dal primo quanto successo nell’87, compresa la successiva amarezza del collega quando il Capo di Gabinetto non confermo’ ai pm di Palermo l’episodio della confidenza. E lo prova anche l’atteggiamento dello stesso Almerighi il quale “spinto da una ansia di verita’, che muoveva dallo sdegno per i tanti morti tra le file dei suoi amici” (da Ciaccio Montalto su cui aveva indagato proprio Lo Curto, a Falcone e Borsellino), giunse “a divaricare la sua posizione da quella dell’amico confidente Casadei Monti, a costo di esporre lui o se stesso al rischio di non essere creduto”.
“Non e’ in alcun modo plausibile - si legge nelle motivazioni - che fin dal primo momento Almerighi potesse essersi inventato l’episodio dell’intervento dall’alto, per come a lui narrato, tanto piu’ che nel 1987 non si sarebbe potuto immaginare che taluno volesse precostituire elementi surrettizi di prova, tanto meno in funzione di una pretesa collateralita’ mafiosa di Andreotti, da nessuno concretamente affacciata”. Per il tribunale di Perugia, insomma, “l’insieme degli elementi raccolti non consente in alcun modo di affermare che Almerighi avesse detto il falso, cioe’ che, con la piena consapevolezza di aggravare la posizione processuale del senatore Andreotti, egli avesse dolosamente inteso rendere una deposizione incentrata su un episodio mai verificatosi, come invece il senatore ha chiaramente voluto far intendere in occasione delle sue plurime esternazioni menzogne”.
Andreotti, per il quale la Consulta ha escluso l’immunita’ parlamentare annullando una precedente delibera della giunta, “non si e’ limitato a formulare opinioni ma ha dedotto dati di fatto, accusando Almerighi di aver reso una falsa deposizione e di aver detto infamie”. Dunque, ne’ diritto di cronaca ne’ diritto di critica: secondo il tribunale di Perugia, quelle di Andreotti, che ha parlato di “miccia nelle mani di un bambino”, ha paragonato Almerighi ai falsi pentiti e lo bollato come “pazzo”, “epiteto lanciato come uno strale dinanzi al quale si resta impietriti”, sono tutte “esternazioni” al limite della gratuita contumelia “non legittimate da alcun elemento processualmente acquisito”.
(AGI 13 ottobre 2007)
 
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  • Editoriale

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    Eccoci qui con il nostro governo nuovo di zecca. Ha stravinto il Partito delle libertà di Berlusconi con l’apporto fondamentale della Lega Nord, il Partito Democratico di Veltroni ha subito una pesante sconfitta e i partiti di estremità sia a destra che a sinistra sono scomparsi dal parlamento. E’ il volto della nuova Italia bipolare nella quale, come già ci hanno dimostrato, si va d’accordissimo, c’è pace e dialogo perché il paese ha bisogno di stabilità e non c’è tempo da perdere.

    E guai a chi vuol fare da guastafeste e minare il dialogo, viene linciato con la verga bipartisan.

    A inaugurare il nuovo metodo all’educato olio di ricino è stato Marco Travaglio. Che si è permesso ancora una volta di utilizzare la televisione come organo di informazione, cioè si è preso la briga, ad autentico sprezzo del pericolo, di dare ai cittadini una notizia. Per altro non esclusiva.

    Invitato da Fabio Fazio nella trasmissione Che tempo che fa ha osato informare i cittadini italiani che il neo-presidente del  Senato Renato Schifani ha avuto, nel procedere della sua carriera, amicizie e frequentazioni poco raccomandabili. Con boss mafiosi per l’esattezza.


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    Il Kosovo come le ciliegie: un'indipendenza tira l'altra. Quali saranno le conseguenze?
    Dal sequestro di Ingrid Betancourt in Colombia all'elezione di Fernando Lugo in Paraguay: guerra, corruzione e speranza in America Latina.
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