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Parole di Pippo Fava: ''I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri...'' | Parole di Pippo Fava: ''I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri...'' |
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Pagina 2 di 2 Biagi: una volta si diceva che la forza dei mafiosi è la capacità di tacere. Adesso? Fava: Io sono d'accordo con Nando Dalla Chiesa: la mafia ha acquisito una tale impunità da essere diventata perfino tracotante. Le parentele si fanno ufficialmente. Certo, si alzano le mani quando qualcuno sta per essere ammazzato, si cerca di tirare fuori l'alibi personale e morale. Io ho visto molti funerali di Stato. Ora dico una cosa di cui solo io sono convinto, quindi può non essere vera: ma molto spesso gli assassini erano sul palco delle autorità. Biagi: cosa vuol dire essere ''protetti'', secondo il linguaggio dei mafiosi? Fava: Poter vivere dentro questa società. Ho letto un'intervista esemplare, a quel signore di Torino che ha corrotto tutto l'ambiente politico torinese. Diceva una cosa fondamentale, una legge mafiosa che è diventata parte della cultura nazionale: non si fa niente senza l'assenso del politico e se il politico non è pagato. Noi viviamo in questo tipo di società, dove la protezione è indispensabile se non si vuol condurre la vita da lupo solitario. Questa vita può essere anche affascinante, orgogliosamente soli fino all'ultimo, ma 60 milioni di italiani non potranno farlo. Biagi: Vorrei fare a tutti una domanda: secondo voi cosa si deve fare per eliminare questo fenomeno? Fava: A mio parere tutto parte dall'assenza dello Stato e al fallimento della società politica italiana. Forse è necessario creare una seconda Repubblica, in Italia, che abbia delle leggi e una struttura democratica che elimini il pericolo che il politico possa diventare succube di se stesso, della sua avidità, della ferocia degli altri, della paura o che possa anche solo diventare un professionista della politica. Tutto parte da lì, dal fallimento degli uomini politici e della politica. Della nostra democrazia, così come con la nostra buona fede l'abbiamo appassionatamente costruita e che ci si sta sgretolando nelle mani. Dalla Chiesa: Io ci ho pensato a lungo, credo che la regola principale sia far capire che il delitto non da potere, ma che anzi lo toglie. ARTICOLI CORRELATI - Parole di Pippo Fava: ''I mafiosi stanno in Parlamento, sono a volte ministri, sono banchieri...'' - Giuseppe Fava un romantico guerriero - di Anna Petrozzi e Giorgio Bongiovanni - Giuseppe Fava una necessità precisa di eliminarlo di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo - Sulle orme di Fava… una scelta di vita |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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