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Antimafia Duemila

Friday
Jul 04th
MAFIA: CHIESTA CONDANNA A 8 ANNI PER CUFFARO PDF Stampa E-mail


   
  On. Cuffaro
(vedi foto)
  



RASSEGNA STAMPA  WEB  15 OTTOBRE 2007


Mafia, chiesta condanna a 8 anni per Cuffaro
PALERMO - Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, al termine della requisitoria nel processo alle cosiddette "talpe della Dda", ha chiesto una condanna a otto anni di reclusione nei confronti del presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, imputato di favoreggiamento a Cosa nostra e rivelazione di notizie riservate. I pm hanno poi chiesto la condanna a 18 anni per il manager della sanità privata Michele Aiello, che deve rispondere di associazione mafiosa; nove anni per il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa; cinque anni per il radiologo Aldo Carcione, imputato di concorso in rivelazioni di segreto d'ufficio. "A questo punto ci aspettavamo una richiesta pesante, peraltro anticipata anche in questi giorni da qualcuno. Certo, non ci attendavamo il massimo previsto dalla legge. Comunque da noi, anche la richiesta di un solo giorno di carcere, sarebbe stata ritenuta eccessiva". Questo il commento dei legali di Cuffaro, Nino Caleca e Nino Mormino, che proprio questa mattina hanno depositato, nella terza sezione del Tribunale di Palermo, l'istanza in cui chiedono la "remissione" del processo in altra sede giudiziaria per "la grave situazione ambientale". A decidere sarà la Cassazione.

(Repubblica on line 15-10-2007)
 
 
 
MAFIA: TALPE DDA; CHIESTA CONDANNA A 8 ANNI PER CUFFARO (3)
PALERMO
(ANSA) - PALERMO, 15 OTT - Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha infine avanzato le richieste anche nei confronti degli imputati minori del processo: 4 anni per l'ex segretario della Procura Antonella Buttitta; un anno e quattro mesi per Roberto Rotondo; 3 anni e sei mesi per Giacomo Venezia; 5 anni e mille euro di multa per Michele Giambruno; 4 anni e sei mesi per Domenico Oliveri; nove mesi per Salvatore Presitigiacomo; due anni per Adriana La Barbera e Angelo Calaciura; 5 anni e mille auro di multa per Lorenzo Iannì. Pene pecuniarie sono state invocate per le società Atm (1 milione e 549 mila euro) e per la Diagnostica per immagini (un milione di euro).(ANSA).
RIZ/ S0A S41 QBKS

 

Mafia, chiesti otto anni per Salvatore Cuffaro

PALERMO (15 ottobre) - Il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone ha chiesto per il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, la condanna a otto anni di reclusione. Nel processo alle cosiddette talpe della Dda, Cuffaro è imputato di favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate. I pm hanno poi chiesto la condanna a 18 anni per il manager della sanità privata Michele Aiello, accusato di associazione mafiosa; nove anni per il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di concorso in associazione mafiosa; cinque anni per il radiologo Aldo Carcione, imputato di concorso in rivelazioni di segreto d'ufficio.
IL MESSAGGERO  15 OTTOBRE 2007

 

MAFIA/ TALPE ALLA DDA, DIFESA CUFFARO CHIEDE REMISSIONE PROCESSO
"Legittimo sospetto" dopo polemiche all'interno Procura Palermo


Palermo, 15 ott. (Apcom) - Un'istanza di remissione del procedimento "Talpe alla dda" di Palermo, per legittima suspicione, è stata presentata questa mattina dai difensori del presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro che figura fra gli imputati del processo. Il governatore è imputato per favoreggiamento aggravato e rivelazione di segreto d'ufficio. Nei giorni scorsi, concludendo la parte di requisitoria relativa alla posizione di Cuffaro, i pm d'udienza Maurizio de Lucia e Michele Prestipino avevano sostenuto come nei confronti del presidente della regione siciliana non si potesse avanzare l'ipotesi di reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Nelle ore successive all'interno della procura di Palermo, che nei mesi scorsi aveva chiesto al Gip di poter riaprire una inchiesta, già archiviata, nei confronti di Cuffaro proprio per concorso esterno in associazione mafiosa, erano scoppiate delle polemiche.Il procuratore aggiunto, Alfredo Morvillo, in particolare, aveva sottolineato come la posizione espressa in aula da De Lucia e Prestipino, fosse "personale" ed in contrasto con la linea dell'ufficio che, invece, sosterrebbe l'ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa.E così, lamentando una interferenza esterna al processo che volge a conclusione, la difesa di Cuffaro chiede la remissione del processo. Il tribunale presieduto da Vittorio Alcamo si è ritirato in camera di consiglio per decidere se sospendere il processo in attesa della decisione che la Cassazione dovrà prendere entro 7 giorni, o farlo proseguire.
TRATTO DA 

http://notizie.alice.it/notizie/cronaca/2007/10_ottobre/15/mafia_talpe_alla_dda_difesa_cu

ffaro_chiede_remissione_processo,13294858.html

MAFIA: TALPE DDA; DEPOSITATA ISTANZA REMISSIONE PROCESSO
PALERMO
(ANSA) - PALERMO, 15 OTT - I difensori del presidente della Regione siciliana Salvatore Cuffaro hanno depositato stamane l'istanza di remissione 'per legittima suspicione' del processo alle cosiddette talpe della Dda. Nel processo che si celebra davanti alla terza sezione del tribunale, il governatore è imputato per favoreggiamento a cosa nostra. L'udienza sta per cominciare. (SEGUE).
RIZ/ S0A S41 QBKS
 
 
MAFIA: TALPE DDA; DEPOSITATA ISTANZA REMISSIONE PROCESSO (2)
PALERMO
(ANSA) - PALERMO, 15 OTT - Preso atto del deposito dell'istanza di remissione del processo, il presidente della terza sezione del tribunale Vittorio Alcamo, aprendo l'udienza, ha invitato i difensori del presidente Cuffaro a illustrare la loro richiesta. L'avvocato Nino Mormino, prendendo la parola, ha sottolineato che "il tribunale ha facoltà di decidere sulla prosecuzione o meno delle udienze". Il Pm Maurizio De Lucia, a questo punto, ha dichiarato di non avere "nulla da osservare". Il tribunale si è ritirato per decidere se sospendere il processo oppure far proseguire la requisitoria. (ANSA).
RIZ/ S0A S41 QBKS


MAFIA: TALPE DDA; DISPOSTA PROSECUZIONE PROCESSO
PALERMO
(ANSA) - PALERMO, 15 OTT - Il processo alle cosiddette talpe della Dda prosegue. Il presidente della terza sezione del tribunale Vittorio Alcamo non ha ritenuto "opportuno disporre la sospensione del processo", in seguito all'istanza di remissione per "legitima suspicione" depositata stamane dai difensori del governatore siciliano Salvatore Cuffaro. Il presidente ha trasmesso "con urgenza" l'istanza alla Corte di Cassazione, che dovrà decidere se trasferire il processo ad un altro giudice. In aula, al fianco dei pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino, è presente il procuratore aggiunto di Palermo Giuseppe Pignatone. L'istanza di remissione é stata presentata dopo che nei giorni scorsi il procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, commentando la requisitoria nella parte relativa alle contestazioni di favoreggiamento aggravato mosse a Cuffaro, aveva parlato di valutazioni individuali dei sostituti titolari del processo". Morvillo è titolare con il procuratore di Palermo Francesco Messineo e con l'aggiunto Pignatone della nuova inchiesta aperta a carico di Cuffaro per concorso esterno in associazione mafiosa. In aula da pochi minuti ha preso la parola il pm Maurizio de Lucia per la parte finale della sua requisitoria. E' probabile che entro oggi il pm arrivi a formulare le richieste di pena. (ANSA).
RIZ/LU S0A S41 QBKS

 

 
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