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Antimafia Duemila

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Mafia: solidarietà al Pm Piscitello dopo irruzione in casa PDF Stampa E-mail

 

2 ottobre 2007

Trapani. Solidarietà al PM Roberto Piscitello, la cui villa di Marsala e' stata fatta oggetto domenica di un'irruzione notturna. I malviventi hanno disattivato l'allarme e rovistato fra le carte giudiziarie del sostituto procuratore antimafia, da anni impegnato sulla cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro, sulla mafia trapanese e sulle sue collusioni con la politica e i poteri forti. "Stiamo valutando la situazione, per controllare se si sia trattato di un normale furto oppure, come c'è motivo di ritenere, di qualcos'altro" ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo, mentre il magistrato Massimo Russo, che fino a pochi mesi fa condivideva i fascicoli con Piscitello, ha affermato "È un´intimidazione annunciata, quasi ce lo aspettavamo. È quello che succede in Sicilia quando un magistrato esposto conosce la solitudine, quando le istituzioni restano indifferenti a situazioni di rischio ben note. Quello che è successo a Paolo Borsellino". Da quasi due anni Piscitello, che lavora a Palermo e cammina con una scorta armata, aveva chiesto la vigilanza per la villa dove vive con moglie e figlia, senza ottenerla, per cavilli procedurali. Da ieri è giunta l’attivazione. Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ha telefonato a Piscitello per manifestare “incoraggiamento e sostegno”, parlando di tentativi di intimidazione contro chi, “con tenacia e spirito di servizio, è quotidianamente impegnato a combattere la criminalità ed a ripristinare la legalità”. Il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha inviato un messaggio al PM, e solidarietà hanno espresso esponenti nazionali e locali di quasi tutti i partiti, nonché l’Unioncamere Sicilia e l'Unione Cronisti siciliana. Il deputato dell'Ulivo Franco Piro ha parlato di episodio che "ha il chiaro sapore dell'intimidazione mafiosa" ed ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno sulle misure di sicurezza che intende predisporre per il PM Piscitello. Secondo il Presidente della commissione antimafia Francesco Forgione, "A Trapani in questo periodo si stanno muovendo interessi importanti di Cosa Nostra, soprattutto per la definizione dei nuovi equilibri di comando. Per questo a chi lavora in quel territorio va garantita la massima sicurezza e la certezza di poter lavorare senza condizionamenti”. Rita Guma

 
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan. In un’assurda e patetica logica espressa dal sottosegretario alla Difesa Bruce Lemkin secondo il quale uno degli scopi principali della vendita di armi da parte degli Usa è cercare di aiutare i Paesi vicini a proteggersi dalla possibile minaccia armata di Iran e Corea del Nord.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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