Password dimenticata? Nessun account? Registrati
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color
Member Area

Antimafia Duemila

Thursday
Jul 29th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Andreotti, auguri ma ricordiamo quelle sentenze
Andreotti, auguri ma ricordiamo quelle sentenze PDF Stampa E-mail

fava-claudio-web.jpg

di Claudio Fava - 14 gennaio 2008
Auguri, senatore Andreotti. Detto senza celia, come si deve a chi arriva ai novant'anni.





Dispiace solo che delle infinite vicende accadute durante questi suoi anni, alcune resteranno orfane di verità, archiviate tra le cose superflue di cui è bene smarrire ogni memoria.
Per cui non se ne dolga se qui riannoderò qualche filo di quella memoria. Il 15 ottobre 2004 l'hanno definitivamente scagionata da un'accusa assai grave: essere mafioso. Scagionata, non assolta. La corte ha deciso di non doversi procedere nei suoi confronti perché alcuni fatti e alcune colpe appartenevano a un passato non sufficientemente prossimo. Insomma, erano trascorsi più di vent'anni e il reato di associazione a delinquere era caduto in prescrizione. Buon per lei, senatore. Ma per il paese? andreotti-giulio-web.jpgPer le istituzioni che lei ha rappresentato? Quel tempo non è poi così remoto, senatore. Racconta la guerra che Cosa Nostra scatenò contro lo Stato: il nostro e il suo. Facciamo l'elenco degli ammazzati? Il colonnello dei carabinieri Giuseppe Russo, il capo della squadra mobile Boris Giuliano, Peppino Impastato, il giornalista Mario Francese, il segretario della DC Giuseppe Riina, il capo dell'ufficio istruzione Cesare Terranova, il maresciallo Lenin Mancuso, il presidente della Regione siciliana Piersanti Matarella: macelleria mafiosa.
Alcuni di quei morti sono bottino di guerra dei Bontate e dei Badalamenti, la vecchia aristocrazia di Cosa Nostra: gli stessi capi mafia che la sentenza indica come amici suoi, senatore Andreotti. Leggiamo insieme? "La Corte ritiene che un'autentica, stabile e amichevole disponibilità dell'imputato verso i mafiosi si sia protratta fino alla primavera del 1980... anche (attraverso) dirette relazioni del senatore Andreotti con gli esponenti di spicco della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano Bontate e Gaetano Badalamenti", amichevoli relazioni che "hanno determinato il solerte attivarsi dei mafiosi per soddisfare, ricorrendo ai loro metodi, talora anche cruenti, possibili esigenze dell'imputato o di amici del medesimo...".
Metodi talora anche cruenti, senatore. Per soddisfare possibili sue esigenze. Non accadeva sulla luna ma in Sicilia, una trentina di anni fa, quando lei era già stato cinque volte capo del governo e sedici volte ministro. Perché dovremmo far finta che tutto ciò non sia accaduto? Che due sentenze pronunciate in nome del popolo italiano siano solo cialtronerie? Cosa infiamma gli adulatori d'ogni parrocchia politica che oggi si prostreranno e le rivolgeranno i loro benevoli auguri, senza trovare il coraggio di chiederle conto e verità, almeno per una volta, di ciò che sta scritto su quelle sentenze?

Tratto da: l'Unità



Condividi questo articolo su FACEBOOK o altro network
Figo: lo DIGO!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Google!Live!Facebook!Yahoo!
 
< Prec.   Pros. >
Advertisement
  • La Rivista
    65-home.gif
    Disponibile in libreria e nelle edicole della Sicilia dal 15 luglio. Per info su acquisti e abbonamenti clicca qui!

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale
    Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro?
    (seconda puntata. Che schifo!)


    di Giorgio Bongiovanni

    cop-65-web_2.jpgLa notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002. Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
    Leggi tutto...
     
  • Abbonamenti
    abbo-n65.gif
 

SOSTIENI ANTIMAFIADUEMILA


                     
  

DOSSIER INTERCETTAZIONI

contro-legge-bavaglio-web.gif

OLTREILNUCLEARE

oltreilnucleare.jpg

ANTIMAFIADUEMILA IN LIBRERIA

librerie-home.gif

ANTIMAFIA MULTIMEDIALE

facebook-web1.jpg yuotube-web0.jpg twitter-web0.jpg rss-web0.jpg
ustream-web0.jpg

IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE

alternativa-web.gif

IL DIZIONARIO DELLA MAFIA

dizionariomafia-ok.gif

Gli Italiani

gli-italiani.gif

antimafiaduemila in america latina

antimafiadosmil-web1.jpg

STUDIO3TV

studio3tvok.jpg

Processi by radioradicale

radioradicale-home.jpg

REGISTRAZIONE O ACCESSO

pulsante-registrati.jpg



pulsante-login.jpg



net1news

  net1news_web.jpeg
Antimafia Duemila on Facebook
okmugello-web.jpg

Statistiche

Utenti: 3129
Notizie: 15585
Collegamenti web: 80
Visitatori: 16134935

Libri

euroschiavi-home.jpg

Libri

i-misteri-dellagenda-rossa-home.gif

Latitanti

logominestero-interno.gif

Immagini

falcone_e_borsellino-disegno-web.jpg

E' successo oggi

chinnici-rocco-web-oggi.jpg