La Rivista
News
Il ministro Alfano e la deportazione dei magistrati | Il ministro Alfano e la deportazione dei magistrati |
|
|
|
|
di Nicola Piccenna - 9 gennaio 2008 Per il Procuratore Capo, Dr. Luigi Apicella, chiede una punizione esemplare: al trasferimento urgente (chiesto anche dal Procuratore Generale presso la Suprema Corte di Cassazione), aggiungendo “il carico” della sospensione dalle funzioni e dallo stipendio. Ma che senso ha la sospensione di un magistrato che fra due mesi andrà in pensione? Neanche per il Dr. Giuseppe Chieco (procuratore Capo a Matera) che ha mentito agli inquirenti, che ha acquistato casa dall’imprenditore indagato dalla sua Procura, che ha disposto d’intercettare il magistrato che indagava lui stesso ed i suoi subordinati sostituti procuratori, che usava i mezzi e gli uomini della
Polizia Giudiziaria per fare shopping personale, che intratteneva
cordiali e personali rapporti con l’avvocato di innumerevoli indagati
ed imputati controparti della “sua” Procura, che conservava sul suo
computer personale atti di procedimenti giudiziari da cui “si era
astenuto dal conoscere il contenuto”, che risulta ad oggi indagato per
associazione a delinquere finalizzata alla corruzione in atti
giudiziari... (e potremmo continuare a lungo, molto a lungo). Ciò che
vale per Giuseppe Chieco vale anche per Vincenzo Tufano, Sua Eccellenza
il Procuratore Generale a Potenza e qui si aggiunge che anche la
questione dell’incompatibilità funzionale. Come fa S.E. il Dr. Tufano
ad essere un credibile “vigilante” sull’operato del suo coindagato Dr.
Giuseppe Chieco, con cui condivide la pesante ipotesi di reato di
associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti
giudiziari? E cosa dire della D.ssa Annunziata Cazzetta, sostituto
procuratore a Matera che dispone le intercettazioni a carico di 5
giornalisti col dichiarato scopo di scoprirne le fonti, che ascolta le
conversazioni fra il capitano dei Carabinieri ed il PM Luigi De
Magistris che accertano ipotesi di reato a suo carico (della Cazzetta),
che inventa l’associazione a delinquere finalizzata alla diffamazione a
mezzo stampa (assurdo giuridico), che accusa un giornalista di violenza
privata con l’uso delle armi per aver scritto testualmente: “il Sen.
Emilio Nicola Buccico rinunci alla corazza dell’immunità parlamentare e
così il duello sarà ad armi pari, un cavallo una lancia e via per un
duello medievale”, che dichiara il falso durante le udienze (fatto
provato, denunciato e documentato allo stesso Ministro Alfano, oltre
che alle Procure competenti)… ed anche qui potremmo continuare a lungo.
Ebbene neanche per siffatti magistrati si era arrivati a richieste di
punizione così pesanti. Perché? Forse perché il CSM domani (10 gennaio
2009) deve prendere una importante decisione proprio a carico del Dr.
Apicella? No, non sembra credibile. Piuttosto, forse, per dare una
lezione senza precedenti ai magistrati inquirenti. Forse non l’hanno
capito ancora che le inchieste Why Not, Poseidone e Toghe Lucane sono
materia che scotta. Forse non hanno capito che la giustizia è nelle
mani di gente senza scrupoli. Forse non vogliono capire che le regole,
le Leggi ed i Codici sono saltati. Forse non hanno voluto capire la
lezione impartita al Dr. Luigi De Magistris, cioè che si può essere
incolpati, processati e condannati perché qualcuno ha deciso così e
tutto il resto ciccia. Certamente, invece, è il signor Angelino Alfano,
chiamato ad essere ministro della Repubblica, a non aver capito una
semplice elementare regola: i membri del CSM non sono esecutori
sciocchi. Potrebbero anche essere influenzabili, potrebbero anche avere
degli interessi personali illeciti, potrebbero, finanche, voler usare
del loro potere per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ma non
sono incapaci d’intendere e volere. Specie dopo la sortita del Sen.
Nicola Mancino (vice Pres. CSM) che ha chiaramente spiegato come
sottometteranno la magistratura alla politica. Quindi, capiscono
perfettamente che condannare alla “deportazione” un magistrato che ha
solo e banalmente compiuto un dovere, spalanca la strada alla fine
della democrazia in Italia e, con essa, anche alla fine della
magistratura. Peccato, signor Ministro, questa sua ultima trovata
scopre il suo vero volto, quello degli interessi inconfessabili che
sottende quest’ultima, sciagurata e provvidenziale al tempo stesso,
istanza di trasferimento urgente. Il vero volto di un potere assoluto
che ha deciso di controllare totalmente lo Stato. I membri del CSM non
lo permetteranno. Non già perché scevri di responsabilità e difetti, ma
semplicemente perché consci che la deportazione del Dr. Apicella
coincide con la fine stessa della magistratura e, con essa,
dell’ordinamento democratico repubblicano. Viva l’Italia.
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Scorie e papellidi Giorgio Bongiovanni Guardare l’Italia oggi è un po’ come guardare un Giano bifronte. Un paesaggio naturale da togliere il fiato dall’alto delle montagne giù per le colline fino al mare. Un patrimonio artistico unico al mondo, con bellezze eterne, prodotto dell’ingegno creativo di Maestri inimitabili. Culla del pensiero, della filosofia e delle arti, terra di Dante, di Leonardo, di Giordano Bruno e di un numero ineguagliato di intelletti stupefacenti. Ma allo stesso modo un paesaggio naturale deturpato, depredato, inquinato che si ribella con la violenza del suolo e dell’acqua alla sua devastazione. |
|
| Leggi tutto... |
ENTRA NELLA SEZIONE ABBONAMENTI: CLICCA QUI!
| IL MEGLIO DELLA 5ª SETTIMANA DEL 2010 | |
|
Il vero
volto di Cosa Nostra Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo |
|
| Un'altra
minaccia a un rompiballe di razza. 23 pallottole davanti al teatro dove va in scena Cavalli Pietro Orsatti |
|
|
Le
linee dirette di casa Ciancimino Silvia Cordella e Lorenzo Baldo |
|
|
Ciancimino:
''Era Dell'Utri il nuovo referente della trattativa'' Anna Petrozzi e Lorenzo Baldo |
|
| Tonino
Di Pietro, davanti e di dietro Marco Travaglio |
|
|
Ingroia:
Il pentito Spatuzza e la tv spazzatura Antonio Ingroia |
|
| Il
ventriloquo e il pupazzo Giulietto Chiesa |