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Antimafia Duemila

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May 12th
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N° 13 giugno 2001 PDF Stampa E-mail

Politica, mafia e centri di potere occulto

di Giorgio Bongiovanni

 

Non c’è che dire, quello delle elezioni dello scorso 13 maggio, per il centrodestra, è stato un vero e proprio cappotto: vittoria con maggioranza assoluta e totale successo su tutto il territorio siciliano, come mai era accaduto nemmeno ai tempi di Lima, Ciancimino e Andreotti. La mafia sicuramente ha votato e visti gli scandali scoppiati negli ultimi atti della campagna elettorale non è difficile immaginare per chi. In quei giorni, cavalcando l’onda della polemica il centrosinistra lanciava l’allarme "Democrazia in pericolo", avvallato dalla stampa estera che tacciava di collusione con la criminalità organizzata l’onorevole Berlusconi. Difeso, quest’ultimo, da una corte di valorosi combattenti pronti a tutto pur di porre fine a quella assurda campagna di delegittimazione che andava a cercare nell’oscuro passato del leader dell’opposizione l’origine del suo immenso patrimonio. Oggi, immediatamente dopo le sospirate elezioni, il "pericolo democrazia" sembra essere magicamente svanito, richiamato solo da quegli irriducibili che non credono ad un improvviso ravvedimento dell’attuale presidente del Consiglio e tantomeno alla possibilità che il centrosinistra avesse commesso un banale errore di valutazione. Ma al di là di ogni commento, di ogni parere, di ogni idea politica di centro, di sinistra o di destra penso sia a questo punto più che mai necessario fotografare la realtà dei fatti. Come più volte ho avuto modo di denunciare nessuno dei due principali schieramenti politici ha mai sollevato, a livello massivo, il problema della lotta alla criminalità organizzata, che tra le tante preoccupazioni del nostro Paese è sicuramente una delle più gravi. E che, oltre che dalla Camorra e dalla SCU, è costituita in particolar modo da Cosa Nostra e ‘Ndrangheta, le due associazioni criminali forse più pericolose del mondo, le principali rappresentanti di un male endemico che, volente o nolente, mette davvero in pericolo la nostra Democrazia. Mi domando allora il perché dell’assenza di una decisiva presa di posizione in tal senso e scoprendo tra gli eletti nomi di pregiudicati, indagati e condannati per diversi reati (vedi Box a pag. 2) – non sono esonerati Berlusconi e Dell’Utri tra i politici "noti alla giustizia" che andranno a ricoprire cariche di estrema importanza e per i quali proporrei l’immediato allontanamento dal Governo e dal Parlamento -, e ascoltando i reiterati appelli dei diversi procuratori dislocati in tutta Italia che chiedono mezzi, tecnologie, uomini e leggi che possano favorire il loro lavoro mi sorge l’amaro dubbio che i due principali schieramenti politici non siano in buona fede. E’ possibile che maggioranza e opposizione non si impegnino nella lotta contro il crimine organizzato soltanto a causa di quello che Falcone prima e Caselli e Grasso poi hanno definito "errore di distrazione"? Possiamo veramente credere che centrodestra e centrosinistra non riescano a realizzare che quello della mafia, in Italia e nel mondo, è un problema in grado di compromettere seriamente l’evoluzione della nostra società? O dobbiamo pensare che in realtà non ci sia la volontà di iniziare questa battaglia poiché la criminalità organizzata, insieme ad altri Poteri Forti, è diventata funzionale ai sistemi di potere democratici del mondo occidentale, potendo garantire una certa stabilità economica? Nel libro di recente pubblicazione La mafia invisibile scritto dal procuratore capo di Palermo Piero Grasso in collaborazione con Saverio Lodato, leggo che di Cosa Nostra lo Stato si è spesso servito per eseguire attentati e che la potenza raggiunta dal crimine organizzato in questo momento non ha precedenti storici. I segnali che recepiamo attraverso i rapporti ufficiali, come il resoconto semestrale Dia, i dati della Confcommercio sulla incredibile quantità di denaro accumulata dalle organizzazioni criminali in Italia, o quelli della Confesercenti che denunciano l’altissima percentuale di commercianti costretti a pagare il pizzo, sommati alle succitate dichiarazioni dei procuratori impegnati in prima linea, non consentono di trarre alcun bilancio positivo: Cosa Nostra e ‘Ndrangheta sono forti e si sono riorganizzate. E che dire della sfilza di assoluzioni degli uomini delle istituzioni accusati di collusione con la mafia? Un solo messaggio: i colletti bianchi non si toccano. Addirittura la decisione della Cassazione per il processo Lima ha annullato con rinvio le condanne a tutti quei membri della cupola che non avendo partecipato direttamente alla riunione che diede inizio alla strategia stragista, potrebbero essere ritenuti non colpevoli. Si intuisce come questa impostazione metta gravemente a rischio le sentenze di primo e secondo grado sia per la strage di Capaci, che per quella di Via D’Amelio. Per tutto l’anno, inoltre, è aleggiata come un’ombra misteriosa la possibilità di dissociazione dei vari boss di Cosa Nostra. In cambio di facilitazioni carcerarie e legislative i vari capi sarebbero disposti a riconoscere i delitti di cui si sono macchiati. Dulcis in fundo la tanto attesa legge che regolamenta le collaborazioni con la giustizia: ancora Grasso, noto per le sue posizioni moderate, ha dichiarato alla stampa: “Se fossi un mafioso, non mi pentirei”. Questo clima di oscurantismo mi fa pensare che tutta la politica, per dirla con l’avvocato Li Gotti, è sotto ricatto, ovviamente con le dovute eccezioni per i leader dei piccoli partiti e qualche altro deputato. Il fatto che la sentenza Contrada poi sia stata ripresa con grande risalto anche da periodici esteri è segno che Bernardo Provenzano e Matteo Messina Denaro per Cosa Nostra così come Morabito, Condello e Piromalli per la ‘Ndrangheta con la loro politica della sommersione stanno giocando a livelli molto alti e che hanno ristabilito completamente quella che Falcone definiva la saldatura con i poteri forti.Se a tutto questo aggiungiamo la scarsa informazione sul fenomeno e la conseguente indifferenza della società civile, attratta più che da sentimenti di solidarietà da valori materialistici, deduciamo che lo Stato non vuole realmente combattere la criminalità ma che ha scelto la via della convivenza con la mafia. E dal momento che tale fenomeno non è naturalmente escluso dal processo di globalizzazione è logico pensare che le organizzazioni criminali forniscano gli utili, provenienti dai mercati illeciti, per finanziare guerre o determinare grandi sconvolgimenti politici, per sanare il debito pubblico di determinati Paesi o per condizionare le scelte di una società come la nostra, che non è basata sulla trasparenza, sui valori dell’onestà, della legalità, della solidarietà, sugli altissimi valori universali della giustizia, della pace e dell’amore, ma soltanto sulla conquista, sull’ambizione e sull’egoismo. Una società nella quale poche sono le persone che, dall’interno delle istituzioni, si battono per smascherare e cercare di distruggere quel gioco grande nel quale poteri occulti e non si incontrano. E sono quelle stesse persone che vengono fermate, perseguitate, delegittimate e addirittura uccise, come è accaduto per tantissimi funzionari dello Stato e come potrebbe accadere per chiunque riesca a toccare gli stessi fili che Falcone e Borsellino, se non fossero stati eliminati, avrebbero spezzato.Nel rapporto del Worldwatch Institute realizzato in collaborazione con l’Onu e presentato a Washington (per leggere il testo completo consultare il sito www.worldwatch.org) lo scorso 24 maggio sono riportate le seguenti, tragiche, statistiche che denotano la totale assenza di valori della nostra umanità e il predominio di un sistema criminale globalizzato:- un miliardo e 200mila persone vivono in stato di estrema povertà e un altro miliardo non ha abbastanza cibo e non ha accesso ad acqua potabile. Circa 3 milioni e mezzo di persone muore ogni anno per aver bevuto acqua infetta;- nel 2000, le macchine in circolazione superavano i 532 milioni e queste, oltre al surriscaldamento del pianeta e all’aumento dell’inquinamento, favoriscono una vita più sedentaria;- gli USA consumano il 26% del petrolio del pianeta avendo meno del 5% della popolazione mondiale e producono il 24% delle emissioni inquinanti della Terra;- scende del 2% la produzione di sigarette ma salgono dell’80% dal ’90 le vendite nei Paesi in via di sviluppo. Gli USA sono il maggior esportatore di tabacchi con il 21% del totale;- un sempre maggior numero di batteri, virus, parassiti e funghi che provocano diversi tipi di malattie, tra i quali la malaria e l’Aids, sono resistenti ai farmaci. Ciononostante almeno la metà degli antibiotici viene venduta inutilmente portando nelle casse dell’industria farmaceutica 337 miliardi di dollari a fronte dei 132 miliardi dell’83. Secondo il rapporto tale industria "se ne frega" della salute della maggior parte degli esseri umani poiché circa un terzo degli abitanti del pianeta non può accedere a sistemi di cura adeguati mentre il farmaco più venduto al mondo è per la cura dell’indigestione.In sostanza, un 10/20% dell’umanità è ipernutrito e muore di infarto, diabete e cancro mentre il resto muore delle malattie dei poveri. L’ecologo e futurologo Jeremy Rifkin, presidente della "Fondazione delle tendenze economiche" di Washington, tra le altre cose assolutamente contrario ai cibi transgenici e alla clonazione, dichiara “che il 40% della ricchezza dell’umanità è concentrato nelle mani di 366 individui”. Inoltre, continua, la terra non viene più sfruttata per gli esseri umani ma per produrre il foraggio per le bestie che finiranno sulle tavole dei ricchi così i poveri, che non hanno carne, vengono privati anche dei cereali. Rifkin è inoltre preoccupato per “il vertiginoso aumento delle specie in via di estinzione, che rimangono senza il loro habitat e i loro mezzi di sostentamento. Con l’industrializzazione, la sovrappopolazione, la globalizzazione stiamo distruggendo il sistema ecologico. Si riducono le foreste, l’acqua potabile. Stiamo eliminando persino i pesci”. “Inoltre, i ghiacci polari si sciolgono. Tra 30 o 40 anni, alcuni Paesi potrebbero essere inondati, il Bangladesh in Asia, parte dell’Olanda e della Germania in Europa, i Caraibi nelle Americhe. Vent’anni fa conservavo un po’ di ottimismo, adesso non più”.

Giorgio Bongiovanni 

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

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    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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