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Scarpinato: ''l'economia meridionale zavorrata da pezzi di classe dirigente'' | Scarpinato: ''l'economia meridionale zavorrata da pezzi di classe dirigente'' |
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di Maria Loi – 10 dicembre 2008 Secondo il magistrato <<l’economia mafiosa non è zavorrata dal pizzo, ma da pezzi di classe dirigente che, invece di utilizzare i soldi pubblici per dare lavoro, li usa per attività illecite>>. Ed è quello che faceva anche l’imprenditore Tommaso Coppola, titolare di varie società, arrestato nel 2006 e condannato per mafia a 6 anni di reclusione perché considerato uno dei bracci operativi della mafia trapanese. Grazie ad una microspia piazzata nella sala colloqui del carcere dove Tommaso Coppola incontrava i suoi familiari, gli inquirenti hanno scoperto l’altra faccia dell’economia mafiosa e le sue ramificazioni sociali. L’imprenditore, infatti, consigliato da colletti bianchi <<avvocati e ragionieri>> si ingegnava <<come annullare gli effetti dei provvedimenti adottati dalla magistratura>> per far si che le imprese che gli erano state sequestrate potessero tornare ad operare come prima. Per non parlare delle truffe attraverso la legge 488. Infatti le società del Coppola avevano ottenuto milioni di euro simulando operazioni inesistenti e di sovrafatturazioni. Così le somme di denaro invece di creare lavoro, impresa e sviluppo sono servite a finanziare solo ed esclusivamente l’economia mafiosa. Anche se questa "é soltanto una punta dell'iceberg" ha detto il magistrato. E non è un caso se "in Irlanda o in Spagna i finanziamenti pubblici hanno rappresentato un volano per l'economia, mentre nel Meridione d'Italia sono finiti nella voragine dell'economia mafiosa". <<Quanti milioni di euro sono finiti nelle tasche di un esercito di truffatori e di politici compiacenti che ribano il pane e il futuro ai nostri figli >> ha concluso. Dalle intercettazioni infatti emerge che Coppola ordinava al geometra Vito Virgilio e all’ex vice sindaco di Valderice, Camillo Iovine di contattare il senatore D’Alì <<affinché perorasse la siciliana inerti e bituminosi srl per una fornitura di inerti per i lavori di Castellammare del Golfo>>. Lo stesso Coppola,"ha incaricato un suo parente, una persona a lui vicina, di contattare un amministratore locale, un dirigente di Forza Italia, per riferire il suo messaggio a un parlamentare nazionale". Anche se rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano notizie sul coinvolgimento nell'indagine di esponenti politici, Scarpinato ha puntualizzato che "allo stato nessun politico è stato raggiunto da informazione di garanzia. Non posso dire se ci sono indagini o meno". Secondo Scarpinato è necessario e importante che tutti facciano un salto di qualità culturale perché le fiction televisive di Riina e Provenzano alimentano un falso culturale così come i dibattiti antimafia in cui si continua a dire che il male è soltanto il pizzo. In realtà <<i media devono aiutarci a far capire che la mafia non è bassa macelleria criminale; oggi la mafia i soldi li fa con la testa e non con i muscoli, studiando l'ordinamento per perseguire il massimo dei profitti con il minimo sforzo». Per Scarpinato c'è oggi «una mafia che pensa e mette in campo degli insospettabili». Infine un commento amaro del magistrato anche sulla questione del ddl che limita le intercettazioni e permette così <<a Cosa Nostra di operare indisturbata>>. Articoli correlati: - ''Attacco alla mafia in Sicilia'' di Rino Giacalone |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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