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Rassegna Stampa
Scarpinato: ''Abbiamo sequestrato 250mln alla mafia'' | Scarpinato: ''Abbiamo sequestrato 250mln alla mafia'' |
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5 dicembre 2008 ...Spesso, per questo, quando arriviamo a individuare le agenzie giuste, i conti sono gìa stati azzerati". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato nel corso della conferenza stampa che ha illustrato i particolari dell'operazione che ha portato al sequestro di prevenzione di beni per 250 milioni di euro dell'imprenditore Paolo Sgroi, morto il 5 ottobre scorso, titolare di una serie di società di distribuzione alimentare e indagato per mafia. Il provvedimento di sequestro, in virtù di una norma introdotta dal cosiddetto pacchetto sicurezza, è stato applicato agli eredi dell'imprenditore, prassi impossibile fino all'entrata in vigore della nuova legge. "L'anagrafe bancaria - ha aggiunto - introdotta dalla legge Bersani è sprovvista di un dettaglio specifico: quello relativo all'ubicazione dei conti nelle varie agenzie bancarie. In questi casi, invece, la tempestività nell'individuazione dei conti è fondamentale". "Grazie al pacchetto sicurezza è ora possibile estendere le misure di prevenzione patrimoniali agli eredi. Prima con la morte dei soggetti destinatari di sequestro e confisca, sui patrimoni mafiosi si abbassava una sorta di saracinesca che impediva allo Stato di riappropriarsi dei beni". E' la seconda volta che la nuova normativa consente il sequestro dei beni degli eredi di un soggetto indagato per mafia. ANSA |
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Di mafia e di deviazioni. Che Stato è il nostro? (seconda puntata. Che schifo!) di Giorgio Bongiovanni La notizia è come un pugno nello stomaco. L’ex capo della Squadra Mobile e poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, era al soldo dei servizi segreti. Proprio lui, l’ex superpoliziotto che nel ‘92 veniva nominato con un decreto ad hoc al vertice della squadra investigativa “Falcone-Borsellino” per seguire unicamente le indagini sulle stragi di Capaci e via D’Amelio, morto di tumore nel 2002.
Nel libro “L’Agenda nera” scritto dai colleghi Giuseppe Lo Bianco e
Sandra Rizza scopriamo che i magistrati di Caltanissetta si sono recati
recentemente negli uffici dell’Aisi (ex Sisde) e hanno potuto finalmente
sfogliare gli album fotografici e gli elenchi degli 007 che tra gli
anni Ottanta e Novanta hanno operato in Sicilia sotto copertura.
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