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Antimafia Duemila

Thursday
Jan 08th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Caso Santapaola: botta e risposta Lumia/Alfano
Caso Santapaola: botta e risposta Lumia/Alfano PDF Stampa E-mail

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4 dicembre 2008
Palermo.
Il senatore Giuseppe Lumia ha presentato un'interrogazione al presidente del consiglio e al ministro della Giustizia sulla vicenda di ...

 



...Vincenzo Santapaola figlio del boss catanese Nitto che è stato assegnato agli arresti domiciliari dopo un intervento ospedaliero e che si trovava al 41 bis. "Si tratta - dice Lumia - di un provvedimento del Gip che non sarebbe condiviso dalla Procura Antimafia di Catania visto che in Italia il sistema carcerario è in grado di assicurare una convalescenza degna e sicura nei confronti, soprattutto, di un detenuto pericoloso sottoposto a 41 bis". "E' necessario - conclude - che il ministro chiarisca innanzitutto se la decisione del Gip è regolare e se è vero che in un primo momento, si era addirittura pensato di autorizzare l'intervento chirurgico presso l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, situato presso il quartiere San Cristoforo da sempre controllato dal clan Santapaola. Per quanto ci riguarda restiamo convinti che bisogna procedere con speditezza a garantire un sistema di 41 bis moderno ed efficiente collocando i boss sottoposti a tale regime in istituti carcerari attrezzati e sicuri, nonché prevedendo l'apertura di sezioni presso zone insulari e piccole isole dove é più possibile garantire sicurezza e blocco delle comunicazioni dalle carceri verso l'esterno. Il governo chiarisca se la pensa ancora così".

ANSA
 
 
MAFIA:41 BIS;ALFANO,SOLUZIONE SANTAPAOLA GRAZIE A MINISTERO
4 dicembre 2008


Roma
. "Tutta la vicenda, come risulta dall'evidenza dei fatti, si è svolta in un clima di collaborazione tra il ministero e gli uffici giudiziari che hanno recepito i nostri suggerimenti, senza per questo rinunciare alle proprie prerogative". Lo afferma il ministro della Giustizia Angelino Alfano replicando al senatore Giuseppe Lumia sul ricovero del boss della mafia Vincenzo Santapaola. "Sono convinto che la Sicilia stia vivendo un tempo virtuoso di unità antimafia, che non è il caso di turbare. Per questo, un po' mi spiace il comunicato del senatore Lumia - osserva Alfano -. Il mio ruolo mi suggerisce una linea di riservatezza che, a seguito delle dichiarazioni improvvide del senatore Lumia, ritengo necessario infrangere". Il ministro specifica che il Dap, "da subito, aveva espresso contrarietà rispetto alla sede individuata per l'operazione a cui deve sottoporsi il boss Vincenzo Santapaola, ovvero l'ospedale di Catania, Vittorio Emanuele, sito in una zona della città ad alto rischio mafioso, e che - solo dopo una esplicita indicazione dei nostri uffici - la scelta è ricaduta sull'ospedale milanese San Paolo, dove ci siamo occupati di trovare immediatamente il posto, onde evitare ogni possibile contatto con la realtà criminale di appartenenza". Per quanto riguarda il provvedimento del Gip, aggiunge Alfano, "anche questo è venuto meno e - a seguito del nostro intervento - è stato sostituito proprio ieri con un piantonamento presso la struttura ospedaliera all'interno della quale il boss trascorrerà il periodo di convalescenza necessario. Questo, quindi, grazie alla collaborazione resa allo stesso Gip dalla Direzione Generale Detenuti del Dap che, rappresentando l'inopportunità degli arresti domiciliari, ha procurato tempestivamente il posto letto, garantendo i presidi di sicurezza previsti dall'art. 11 dell'Ordinamento penitenziario". Alfano ricorda infine a Lumia "che non spetta al ministro verificare se la decisione del Gip è regolare. Da ciò, sorge spontanea una domanda: ma non è forse lo stesso Lumia che ha evocato, in più circostanze, l'indipendenza e l'autonomia della magistratura? Occorre coerenza".

ANSA
 
 
MAFIA: 41 BIS; LUMIA, ISPEZIONI NON SCATTANO PER CLAN
4 dicembre 2008


Palermo. "Il ministro nella replica alla mia interrogazione ha dato molte spiegazioni, ma non la più importante: perché le ispezioni agli uffici giudiziari scattano con precisione ogni volta che c'é un provvedimento che riguarda la politica, sia che sia preso da Pm che da Gip, e non scattano mai quando riguardano famiglie mafiose stragiste?". "L'autonomia e l'indipendenza della magistratura - conclude Lumia - si difendono anche con ispezioni che approfondiscano i problemi in maniera completa, soprattutto se la famiglia coinvolta è spesso afflitta da problemi sanitari".

ANSA
 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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