| Indagato imprenditore antiracket |
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L’accusa è di riciclaggio aggravato dall’aver favorito la mafia. Il gip del tribunale di Caltanissetta ha ordinato il sequestro del capitale della cooperativa, degli impianti aziendali e di tutte le disponibilità bancarie della società per un valore che si aggira sui 32 milioni di euro. Il sequestro è stato effettuato stamane dagli agenti della Dia. A destare scalpore è il fatto che Italiano vive da circa due anni sotto scorta per aver denunciato nel 2005 le estorsioni a cui la sua azienda era sottoposta facendo arrestare gli esattori del pizzo. Italiano è membro dell’associazione antiracket di Gela e grazie alle sue denunce altri 70 commercianti gelesi sono stati spinti ad intraprendere la strada della collaborazione con la giustizia. Per i pm però l’imprenditore gelese avrebbe taciuto “collusioni pregresse con le cosche mafiose”. L’accusa quindi si riferirebbe a fatti avvenuti prima della denuncia delle estorsioni da parte di Italiano e riguarderebbero somme di denaro versate nelle casse della cooperativa Agroverde di cui non è stata chiarita l’origine. Oltre ad Italiano risultano indagati anche un funzionario e due impiegati della Banca Intesa di Gela che per la Dda non avrebbero applicato la normativa antiriciclaggio favorendo così le operazioni illecite. “Nessuno pensi – ha voluto precisare il sindaco di Gela Rosario Crocetta - di utilizzare l’inchiesta sulla cooperativa Agroverde per sminuire il grande valore delle denunce che l’associazione antiracket ha svolto a Gela, denunce senza precedenti che hanno portato all’arresto di diverse centinaia di mafiosi e estortori”. “C’è un nodo irrisolto in buona parte dell’imprenditoria siciliana – ha proseguito il sindaco gelese – quello dei rapporti storici con la mafia. Negli ultimi tempi crescono gli imprenditori siciliani che decidono di fare chiarezza, solo che tale chiarezza a volte è incompleta e determina situazioni paradossali, da un lato si fanno arrestare diversi mafiosi, dall’altro si finisce sotto inchiesta poiché magari non si è denunciato tutto”. Il comunicato di AddioPizzo |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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