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Antimafia Duemila

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Jan 08th
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Furto nel cantiere di Vecchio, simbolo dell’antiracket PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari – 4 dicembre 2008
Siracusa
. Non era la prima volta che dal cantiere spariva qualcosa. Da qualche mese ormai, l’impresa edile di Andrea Vecchio registrava furti che rallentavano la realizzazione dell’impianto di illuminazione della strada Cassabile – Rosolini, in provincia di Siracusa.




Il primo raid a maggio, il quinto la notte del due dicembre. Due scavatori scomparsi nel nulla che vanno aggiunti ai sei delle incursioni precedenti. «Non so che fare - dice lo stesso imprenditore catanese - sono indeciso tra chiudere il cantiere e licenziare i 45 dipendenti che ci lavorano o fare arrivare altri due escavatori e munire gli operai di armi, le armi di nuova consapevolezza contro il racket». Vecchio, vera icona nel mondo della lotta al pizzo è anche presidente dell’associazione dei costruttori di Catania: «Sanno che non possono chiedermi soldi – continua - tentano di darmi fastidio con lo stillicidio dei furti. Io non mi fermerò ma le istituzioni devono
intervenire. Ho la sensazione che questa nostra Italia sia destinata a diventare come uno stato dell’Africa centrale nel breve periodo di quattro, cinque anni. Vedo un’inefficienza diffusa negli organi amministrativi burocratici e politici». Un concetto che aveva già espresso e che ripete con forza oggi che è nuovamente colpito in prima persona. «Questo nostro paese – aggiunge - non riesce ad alzarsi e ad andare avanti. Non vorrei essere uccello di malaugurio ma secondo me questa è la strada che il paese ha intrapreso». E’ tanta la rabbia e la delusione dopo l’ennesimo colpo subito. Fino ad oggi Vecchio ha sempre tenuto la schiena dritta, anche di fronte alla famiglia Santapaola, “padrona” di Catania. Quel che chiede l’imprenditore è però una maggior concretezza da parte delle istituzioni: «Non serve uno Stato di polizia - spiega - la tutela e la sicurezza si ottengono con l’efficienza, con le burocrazie che funzionano e con
tutti gli adempimenti che si realizzano velocemente». Per decidere sul futuro del suo cantiere a Siracusa, Vecchio ha deciso di attende il comitato per l’ordine e la sicurezza chiesto al prefetto dopo l’ultimo raid. Intanto l’intero fronte antimafia ha espresso solidarietà nei confronti dell’imprenditore esortandolo a restare. Tra questi anche il senatore del Pd, Beppe Lumia che chiede: “Un segnale forte, immediato ed esemplare per far comprendere che tutte le istituzioni ad ogni livello sono  concretamente vicine a chi, come l'imprenditore Andrea Vecchio, è stato in grado di dire di no alla mafia del racket. Lo Stato faccia sentire la sua mano pesante su chi, autore o mandante di questo ennesimo gesto, pensa che la lotta al racket possa fare passi indietro”.
 
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    Gioco criminale

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  • Terzo Millennio

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