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''Cosi' Bush ha sbianchettato la Storia''. Cambiati i numeri della guerra in Iraq | ''Cosi' Bush ha sbianchettato la Storia''. Cambiati i numeri della guerra in Iraq |
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E' una vera e propria operazione di correzione della storia, quella che ha interessato il sito ufficiale della Casa Bianca. E' su queste pagine web che l'amministrazione Bush ha fatto modificare, a suo piacimento, alcuni comunicati stampa già andati in rete. Sono tutti relativi alla guerra in Iraq ed elencano i Paesi che hanno appoggiato l'America, inclusa l'Italia. La denuncia è di due ricercatori americani del "Cline center for democracy" dell'università dell'Illinois, che hanno studiato, comunicato per comunicato, tutti i messaggi che George W. Bush ha veicolato ai media e, quindi, agli americani. Messaggi corretti, per ragioni di opportunità politica, anche a distanza di anni. "Siamo di fronte alla riscrittura della storia", denunciano Scott Althaus, professore dell'università di Illinois, e Kalev Leetaru, coordinatore presso il Cline center for democracy. L'analisi ha dimostrato tutte le modifiche che hanno interessato cinque documenti ufficiali, con indicato il numero dei Paesi aderenti alla cosiddetta "coalizione dei volenterosi": vale a dire le nazioni che, nel 2003, si schierarono con l'America nell'invasione dell'Iraq. Per dimostrare che alcuni di questi documenti sono stati sottoposti a successive modifiche, i due studiosi si sono serviti, tra le altre cose, delle pagine conservate nel più grande archivio mondiale dei siti web: è quello offerto dall'"Internet archive" (www. archive. org), un'organizzazione no-profit fondata nel 1996 a San Francisco. A differenza delle copie cache di Google, che forniscono solo una versione recente di una data pagina, questo archivio mondiale mantiene una copia originale di ogni singola pagina che ha registrato. A novembre vi erano conservate 85 miliardi di pagine, tutte con l'indicazione del giorno in cui sono state catturate. E qui non c'è correzione che tenga, visto che la versione "fotografata" e salvata è necessariamente quella originale. Utilizzando questo importante strumento di raffronto, i ricercatori hanno scoperto l'operazione che ha interessato alcuni di questi comunicati stampa. A distanza di anni, solo tre di questi cinque documenti, con l'elenco dei Paesi a favore della guerra in Iraq, possono essere ancora consultati tramite il sito della Casa Bianca. Gli altri due sono stati cancellati tra il 2003 e il 2006. Quando si è cambiato il testo, non si è provveduto a correggere la data di pubblicazione del comunicato, per far sembrare il tutto più naturale possibile. "La nostra ricerca dimostra che ci sono stati aggiornamenti e cancellazioni sistematiche delle informazioni pubbliche, tra il 2003 e almeno il 2005", spiegano i curatori della ricerca, dal titolo "Modificando la storia, la soluzione americana". L'esempio più lampante è quello di uno dei primissimi comunicati stampa, attraverso il quale Bush rendeva noto l'elenco dei Paesi che lo sostenevano nell'invasione dell'Iraq (http://www. whitehouse. gov/infocus/iraq/news/20030327-10. html). Si tratta di un documento del 27 marzo 2003: vi compaiono 49 nazioni. Ma c'è un particolare: "Si tratta di un falso storico", denunciano i due ricercatori. In quel periodo, infatti, gli Stati che appoggiavano l'America erano 45. "Sembra che la Casa Bianca abbia sistematicamente voluto cancellare parte del suo passato. Quel che è grave, è che tutto è avvenuto in segreto. Nel caso di questa lista della 'coalizione dei volentorosi' siamo riusciti a dimostrare tutti i cambiamenti", spiegano Althaus e Leetaru, che non escludono altri "sbianchettamenti". Analizzare tutti i comunicati stampa che documentano questi delicati mesi per l'amministrazione Bush non è semplice. E' un gioco di date, nomi che si aggiungono salvo poi sparire dopo pochi mesi. Un altro esempio è offerto da un comunicato datato 21 marzo 2003: stavolta nella lista ci sono 46 nazioni, inclusa l'America. Il mese seguente, però, questa lista viene corretta: una "manina" aggiunge l'Angola e l'Ucraina, portando il totale a 48. La data del comunicato stampa resta invariata (21 marzo), e nessuno spiega che quel testo è stato cambiato. Quella lista resta visibile per più di due anni, salvo poi sparire del tutto. Ma attenzione: resta il link, sparisce solo il contenuto della pagina (http://www. whitehouse. gov/news/releases/2003/03/20030321-4. html). L'elenco, intanto, cresce di un'altra unità, su un altro comunicato: accade il 13 aprile 2003, quando si aggiunge lo stato di Tonga. Ma anche questo sparisce, salvo poi ricomparire nel novembre 2004 con una importante modifica (http://web. archive. org/web/20041103233844/http://www. whitehouse. gov/infocus/iraq/news/text/20030327-10. html). Il correttore stavolta ha eliminato il Costa Rica: lo Stato, infatti, aveva fatto notare di non essere mai stato a favore della guerra in Iraq, chiedendo di essere rimosso dalla "coalizione dei volenterosi". Ovviamente non si fa alcun riferimento al suo inserimento erroneo: lo si cancella, e si fa credere che quel comunicato risalga al 13 aprile 2003. A oggi - si evince dalla ricerca - non c'è un singolo documento nell'archivio ufficiale della Casa bianca che faccia riferimento al dato reale, e storicamente vero, di 46 Paesi pro-guerra in Iraq (45, escludendo l'America). Solo Archive. org conserva il comunicato con questo dato (http://web. archive. org/web/20030407164355/http://www. whitehouse. gov/news/releases/2003/03/print/20030321-4. html). A chi fa notare che ci troviamo di fronte a modifiche "poco rilevanti", avvenute molti anni fa, i due studiosi replicano: "Se si è spesa così tanta energia per cambiare un dato, possiamo solo immaginarci cosa sia potuto accadere a documenti più sensibili pubblicati sul sito della Casa Bianca. In ogni caso, il risultato è sempre lo stesso: si altera un dato storico, contenuto in documenti ufficiali". Tra l'altro, viene fatto notare, questi continui cambiamenti della lista hanno avuto anche effetti su Wikipedia: "La confusione creata, ha fatto sì anche anche l'enciclopedia degli utenti, adesso, proponga una versione rivista della storia", riportando comunicati "sbianchettati" che vengono considerati storicamente corretti. Il sito della ricerca: clinecenter. uiuc. edu Tratto da: la Repubblica edizione on line |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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