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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow I pm di Salerno: un complotto per fermare De Magistris
I pm di Salerno: un complotto per fermare De Magistris PDF Stampa E-mail

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Dopo anni di infamanti accuse, avocazioni e sanzioni disciplinari il “caso De Magistris” sembra essere oggi ad una svolta. Secondo quanto emerge dalle carte dei giudici di Salerno Dionigio Verasani e Gabriella Nuzzi ...




... infatti, il magistrato - di recente trasferito di ufficio e di funzioni e ora impiegato al Tribunale del Riesame di Napoli - non solo avrebbe condotto con estrema correttezza le sue inchieste, ma sarebbe stato vittima di un complotto ordito ai suoi danni da affaristi, politici e magistrati.
Con il preciso intento di bloccare le sue indagini scomode contro i poteri forti e la corruzione ad ogni livello istituzionale. Un sistema d'affari che ora potrebbe essere finalmente scoperchiato.

di Antonio Massari - 3 dicembre 2008

Catanzaro. Un grande intrigo giudiziario: qualcuno intendeva «fermare» il pm Luigi de Magistris per poi «disintegrare» le sue indagini e favorire indagati eccellenti. Qualcuno intendeva fermarlo, e l'avrebbe fermato, mentre stava indagando sull'ex ministro della giustizia, Clemente Mastella. Poi si sarebbe puntato al suo trasferimento, dopo l'avocazione dell'inchiesta «Why Not», che avvenne a poche ore dall'iscrizione di Mastella nel registro degli indagati. Infine, anche la successiva gestione delle inchieste – che hanno portato all'archiviazione per Mastella, per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, per il senatore della Pdl Giancarlo Pittelli – sarebbe stata poco limpida. E' questo – ma non solo – il teorema accusatorio della procura di Salerno che ieri ha disposto la perquisizione di dieci persone, tra le quali ben sette magistrati della procura di Catanzaro, eseguita per oltre 12 ore da un centinaio di carabinieri. Le ipotesi di reato, a vario titolo, spaziano dall'abuso d'ufficio alla corruzione in atti giudiziari.
Il provvedimento, di circa 1500 pagine, getta una luce plumbea sulla procura di Catanzaro: più persone avrebbero ordito un disegno per «danneggiare» sia De Magistris, sia «consulenti tecnici e persone informate sui fatti». Azioni mirate a «ostacolare le inchieste, smembrarle, disintegrarle e favorire taluni indagati». In che modo? Sottraendogli i procedimenti «Poseidone» e «Why Not», innanzitutto, ma anche «la loro successiva gestione è servita a fermarlo». E un passaggio fondamentale, quello sulla successiva gestione delle inchieste, per comprendere la portata del provvedimento firmato dai pm Dionigi Verasani, Gabriella Nuzzi, e dal procuratore capo di Salerno, Luigi Apicella. A quanto pare, quindi, il pm sarebbe stato vittima di una sorta di complotto. E i pm di Salerno, dopo la perquisizione, hanno portato via proprio i fascicoli di «Why Not» e «Poseidone».
In «Why Not», De Magistris, ipotizzava un comitato d'affari che dirottava i finanziamenti europei, destinati alla Calabria, in società che si spartivano i fondi in maniera illecita. L'ex pm aveva rintracciato un filone investigativo che portava fino alla cosiddetta «loggia di San Marino» e all'entourage di Romano Prodi, tuttora indagato per abuso d'ufficio. Al centro dell'inchiesta, Antonio Saladino, esponente della Compagnia delle Opere e crocevia, secondo l'accusa, di molti affari milionari. L'inchiesta fu avocata a De Magistris nel 2007 da Dolcino Favi (oggi indagato) dopo che il pm iscrisse Mastella nel registro degli indagati. Un'iscrizione che, per i magistrati salernitani, era «corretta e doverosa». Eppure gli costò il trasferimento.
I pm campani oggi parlano d'un «disegno corruttivo teso a favorire, tra gli altri, Antonio Saladino, Giancarlo Pittelli e Mastella» e definirebbero «illecita» la richiesta d'archiviazione per Mastella. E qui siamo nel cuore della nuova gestione dell'inchiesta, condotta da un pool di magistrati guidati dal pg di Catanzaro, Enzo Iannelli, raggiunto ieri da un avviso di garanzia.
Nelle carte sequestrate ieri ci sarebbero documenti scottanti. Non tutti i pm, per esempio, firmarono l'archiviazione di Mastella: il pm Pierpaolo Bruni, infatti, non appose la sua firma. Dubbi anche per l'inchiesta «Poseidone», anch'essa relativa ai finanziamenti europei destinati alla Calabria, revocata a De Magistris dal suo ex capo, Mariano Lombardi, e affidata al pm Salvatore Curcio, anch'egli perquisito. Indagati e perquisiti anche il procuratore aggiunto Salvatore Murone, l'avvocato generale presso la Corte d'appello di Catanzaro, Dolcino Favi, il sostituto pg Alfredo Garbati, che ha coordinato il pool assegnatario di «Why not», e il sostituto pg Domenico De Lorenzo. Secondo la procura di Salerno, infine, «l'attività d'ostacolo nei confronti di de Magistris s'è consolidata e intensificata dopo l'iscrizione di alcuni indagati per violazione della legge Anselmi (quella su massoneria coperta e associazioni segrete, ndr) proprio perché stava indagando su poteri occulti».

Tratto da: la Stampa
 
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