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Antimafia Duemila

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Jan 08th
Home arrow Informazione arrow Mandanti occulti arrow Processo Rifiuti: chiesti quasi due secoli di carcere
Processo Rifiuti: chiesti quasi due secoli di carcere PDF Stampa E-mail

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di Aaron Pettinari - 2 dicembre 2008
Reggio Calabria
. Si avvia alla conclusione il processo “Rifiuti spa”, che si sta celebrando davanti alla prima sezione del Tribunale di Reggio Calabria (Silvana Grasso presidente, Adriana Trapani e Antonino Laganà giudici ndr).




Nei prossimi giorni sarà il turno della difesa, mentre accusa e parti civili hanno già esposto le proprie richieste. Il pm Domenico Galletta a conclusione della propria requisitoria ha chiesto condanne per i quattordici imputati per un totale di 192 anni di reclusione e 23 mila euro di multa. La condanna più pesante, 24 anni di reclusione e 3 mila euro di multa, il pubblico ministero l'ha richiesta per l'imprenditore Matteo Alampi, mentre per Giuseppe Alampi ha chiesto 18 anni e 2 mila euro. Il rappresentante dell'accusa ha, inoltre, chiesto la condanna di Matteo Siclari, Francesco Siclari e Paolo Siclari a 12 anni di reclusione e 2 mila euro di multa ciascuno, di Andrea Saraceno, Carmelo Sergi, Giorgio Calarco e Nicola Malara a 18 anni e 2 mila euro ciascuno, di Domenico D'Anna, Anna Lanzuolo, Alberto Franco, Domenico Romano a 9 anni di reclusione e mille euro di multa ciascuno. Per Valentino Alampi, infine, il pm ha chiesto 6 anni di reclusione con l'affermazione della penale responsabilità solo per il reato associativo. Nella sua requisitoria il pm Galletta ha descritto i rapporti di Matteo Alampi con il boss Mico Libri, soprattutto riguardo l'aggiudicazione delle gare di appalto nel settore della gestione delle discariche. Il pm ha quindi parlato dei rapporti con Vittorio Canale (amico di Mico Libri), improntati, secondo l'accusa, alla logica di 'Ndrangheta, facendo ampio riferimento alle intercettazioni ambientali nell’abitazione di Libri a Prato, dove il boss di Cannavò si trovava ai domiciliari, e dalla quale risultava che Matteo Alampi si era incontrato anche con il boss Pasquale Condello, durante la latitanza del "Supremo", sempre per gli appalti sui rifiuti. Grazie a questa importante amicizia Alampi avrebbe tratto benefici nell'aggiudicazione degli appalti. A riscontro del contenuto delle intercettazioni, secondo la pubblica accusa, vi sarebbero anche le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Paolo Iannò, Antonino Fiume e Giovanni Riggio. Tutti e tre i pentiti hanno dichiarato che il territorio di Trunca era riconosciuto come "locale" di 'Ndrangheta, con a capo Giovanni Alampi, padre di Matteo, condannato per aver partecipato allo storico summit di Montalto.
 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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