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Antimafia Duemila

Thursday
Jan 08th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Mafia: Pm chiede processo per omicido ma Gup li assolve
Mafia: Pm chiede processo per omicido ma Gup li assolve PDF Stampa E-mail

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1 dicembre 2008
Messina.
Per l'omicidio di Vittorio Cunsolo, assassinato nel 1992 a Messina, il gup del tribunale di Messina, Alfredo Sicuro, ha prosciolto oggi Luigi Leardo per non aver commesso il fatto e Giuseppe Mulé, perché ha già beneficiato di una sentenza di proscioglimento per lo stesso fatto nel maxiprocesso.

 

Il giudice ha dunque respinto la richiesta di rinvio a giudizio che era stata avanzata dal pm Giuseppe Verzera. Per l'uccisione di Cunsolo, detto "il geometra", sono già stati condannati all'ergastolo Nino De Luca e Pietro Mazzitello: il primo fece fuoco con la pistola mentre il secondo era alal guida di una moto usata per l'agguato. Per il giudice i due imputati non fecero parte del summit nel quale i capi della malavita messinese nel 1992 decisero di eliminare tutti i componenti del clan di Giorgio Mancuso, e tra questi il suo killer di fiducia, Vittorio Cunsolo, che venne freddato con alcuni colpi di pistola la sera del 28 agosto 1992 mentre transitava con la sua auto nella via Napoli. Erano stati i boss Luigi Sparacio e Mario Marchese ad accusare Leardo e Mulé sostenendo che i due erano presenti alla riunione nella quale venne decisa l'eliminazione fisica di Mancuso, oggi, pentito, e i componenti del suo clan tra cui Cunsolo.

ANSA

 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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