| Imprenditori di Carini fanno arrestare i loro estorsori |
|
|
|
|
Si è aperto un nuovo corso nella lotta al racket. Grazie a queste denunce e alle dichiarazioni del pentito Gaspare Pulizzi i carabinieri del comando provinciale hanno eseguito venerdì scorso dieci ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Palermo Silvana Saguto su richiesta dei pm della Dda Gaetano Paci, Marcello Viola, Francesco Del Bene e Alfredo Morvillo. I destinatari, di cui otto già in carcere o ai domiciliari e due a piede libero, devono rispondere di estorsione aggravata dal favoreggiamento a Cosa Nostra. Sono Calogero Giovan Battista Passalacqua, 77 anni, considerato al vertice della cosca di Carini, il figlio Giuseppe Passalacqua, 33 anni, Angelo Antonino Pipitone, 65 anni, il figlio Antonino, 40 anni e il fratello Vincenzo Pipitone, 52 anni, Giulio Covello, 53 anni, Girolamo Cangialosi, 50 anni, Giuseppe Pecoraro, 33 anni, Antonino Conigliaro, 42 anni, Massimiliano Ferranti, 32 anni. Tra gli imprenditori c’è chi ha ammesso di aver pagato tangenti per più di 35 anni: “Negli anni 1973-74, l’azienda ha subito almeno 2,3 attentati intimidatori – ha raccontato il consigliere delegato di una delle aziende coinvolte – di cui ricordo in particolare l’esplosione della caldaia con danni ingenti e il danneggiamento di una catasta di elementi prefabbricati. Tali atti intimidatori sono cessati verso la fine del 1974 perché ho avuto disposizione dall’allora consigliere delegato di pagare la somma di sette milioni all’anno come pizzo, cosa che ho continuato a fare fino al 2002”. Le ditte versavano le tangenti pari a 3.500 – 4.000 euro in due rate, una a Pasqua e una a Natale, ma non erano sufficienti. Infatti gli imprenditori erano costretti ad assumere impiegati e a rivolgersi a fornitori indicati dalla cosca mafiosa. I boss assumevano il controllo dell’azienda facendo assumere propri uomini all’interno del personale. In base al volume degli affari imponevano poi il pizzo. “Ricordo che fino alla fine degli anni ’90 gli imprenditori continuavano a negare di avere mai ricevuto richieste estorsive, oggi le cose sono cambiate, grazie anche all’attività di associazioni come “Libero Futuro” che è stata vicina alle vittime del pizzo. Questo è un momento importante”. E’ stato il commento del procuratore aggiunto di Palermo Alfredo Morvillo. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |