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Rassegna Stampa
Strage Borsellino: difesa avvia indagini per revisione | Strage Borsellino: difesa avvia indagini per revisione |
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1 dicembre 2008
... degli imputati condannato definitivamente all'ergastolo. Si tratta di Gaetano Scotto, uomo d'onore dell'Acquasanta. Secondo il pentito Vincenzo Scarantino, insieme ad altri avrebbe ricevuto la notizia che Borsellino era stato intercettato dal boss Gaetano Scotto, fratello di Pietro, tecnico di telefonia, che avrebbe compiuto l'intercettazione, quest'ultimo assolto però definitivamente in primo grado. Lo stesso giorno Scarantino lo indica tra i partecipanti alla preparazione, insieme al cognato Franco Urso, dell'autobomba nell'officina di Orofino, in via Messina Marine a Palermo, in un luogo che i giudici, in via ormai definitiva, hanno escluso dallo scenario del delitto, assolvendo Orofino dalla strage e condannandolo solo per il favoreggiamento. Una perizia di parte è stata eseguita sulle linee telefoniche nelle scorse settimane nel palazzo in cui viveva la madre di Borsellino, "nell'eventualità di un nuovo giudizio". La difesa di alcuni imputati condannati per la strage in cui vennero uccisi Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, da diverso tempo sta cercando di puntare alla revisione del processo in cui sono stati inflitti decine di ergastoli a capimafia come Totò Riina e Bernardo Provenzano, o ancora Pietro Aglieri, Nitto Santapaola, Leoluca Bagarella e Gaetano Scotto. Uno dei personaggi-chiave dell'inchiesta è Vincenzo Scarantino: le sue rivelazioni sugli aspetti operativi dell'attentato sono state prima ritrattate e poi confermate. Adesso le sue dichiarazioni contrasterebbero, in parte, con quelle che sta rendendo l'ex sicario Gaspare Spatuzza ai pm della Procura di Caltanissetta che si autoaccusa del furto della Fiat 126 poi imbottita di esplosivo. La difesa per scardinare l'accusa punta sul blocco motore dell'autobomba, che in un filmato si vede in una posizione diversa da quella in cui è descritto dalla scientifica. Ma, secondo i giudici, non ci sarebbe alcun mistero. La circostanza, per i legali, non è di poco conto: dal blocco motore, infatti, sono partite le indagini che hanno condotto all'identificazione di alcuni dei componenti del commando, dei mandanti, e alla ricostruzione della dinamica della strage confermata dalle sentenze. ANSAANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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