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Antimafia Duemila

Thursday
Jan 08th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Processo Villabate chiesti 60 anni
Processo Villabate chiesti 60 anni PDF Stampa E-mail

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1 dicembre 2008
Palermo
.I pm della Dda di Palermo, Lia Sava e Nino Di Matteo, hanno chiesto la condanna, complessivamente, a circa 60 anni di reclusione, di otto persone imputate nel processo che ha ad oggetto un accordo tra imprenditoria, mafia e politica finalizzato alla realizzazione, poi mai avvenuta...

  ... , di un centro commerciale a Villabate (Palermo). La pena più alta - 15 anni - è stata sollecitata per Giovanni La Mantia, accusato di associazione mafiosa; nove anni la pena chiesta per l'ex sindaco di Villabate Lorenzo Carandino che risponde di concorso in associazione mafiosa e per l'architetto che progettò l'ipermercato, Rocco Aluzzo imputato dello stesso reato. I pm hanno invece chiesto la condanna a 7 anni di Pierfrancesco Marussig, accusato di corruzione aggravata dall'avere agevolato la mafia e titolare della Asset Development, l'impresa coinvolta nella realizzazione dell'opera. Sette anni la pena chiesta anche per l'architetto Antonio Borsellino imputato di concorso in associazione mafiosa. Infine 5 anni la pena invocata per l'ex socio della Asset Development, Giuseppe Daghino, sotto processo per corruzione e per l'ex sindaco di Catania, Angelo Lo Presti che risponde di riciclaggio. Alla realizzazione del centro sarebbe stata interessata la cosca mafiosa dei Mandalà di Villabate. Il processo, che si celebra davanti ai giudici della V sezione del tribunale di Palermo, è stato rinviato al 15 dicembre per le arringhe dei legali.

ANSA

 
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  • La Rivista
    cop60-small_web.gif In edicola dal 23 ottobre 2008

    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
    Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri…
    i magistrati indagano.
    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
    Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli.
    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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