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Antimafia Duemila

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Jan 08th
Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Argentina: Menem accusato ruolo chiave traffico armi Croazia
Argentina: Menem accusato ruolo chiave traffico armi Croazia PDF Stampa E-mail

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28 novembre 2008
Buenos Aires
. L'ex presidente argentino ha dato "un contributo essenziale" al contrabbando di armi nella metà degli anni '90 da Buenos Aires ...





... in Croazia ed Ecuador e' quanto ha detto oggi leggendo l'atto di accusa contro l'ex capo dello stato il pm Alicia Sustaita, durante un processo in corso a Buenos Aires nel quale sono coinvolte altre 17 persone. Menem, (77 anni) attualmente senatore, era assente dall'aula, ma ha seguito la lettura dell'accusa contro di lui grazie ad un circuito interno tv dalla Rioja, sua provincia natale. L'ex capo dello Stato "non ha fatto niente per impedire" che le armi oggetto del traffico, il cui destino doveva essere Panama e Venezuela, arrivassero in realtà in Croazia ed Ecuador, ha sostenuto il pm. Menem - che tra il 1991 e il 1995 ha firmato i decreti relativi alla vendita illecita delle armi - e gli altri 17 imputati sono accusati di contrabbando aggravato, per avere inviato armi in un momento in cui la Croazia e l'Ecuador erano in guerra e sotto embargo militare, sia da parte dell'Onu che dell'Organizzazione degli Stati Americani.

ANSA

 
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    In questo numero:
    Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli.
    Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”.
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    Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!”
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
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    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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