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Rassegna Stampa
Giustizia: minacce ad Alfano, potenziata tutela | Giustizia: minacce ad Alfano, potenziata tutela |
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28 novembre 2008 ... proseguite con un proiettile e culminate con sms di inequivocabile tenore ("devi morire", "dovete morire") arrivati alcuni giorni fa su alcuni dei cellulari utilizzati dal ministro della Giustizia. La vigilanza per tutelare il Guardasigilli Angelino Alfano è stata potenziata. E immediata è arrivata la solidarietà bipartisan del mondo politico. D'ora innanzi, oltre alla scorta di primo livello che già aveva in quanto ministro della Giustizia (due auto blindate, la prima con un agente di scorta a bordo e la seconda con altri tre, per un totale di otto-dieci poliziotti penitenziari divisi per turni), saranno attivate anche postazioni fisse di tutela a Palermo. Da quando il ministro siciliano si è insediato in Via Arenula, gli episodi che gli hanno imposto una vita "blindata" sono cominciati a verificarsi dalla scorsa estate: in luglio, sulla parete di uno dei bagni del Dap, in largo Luigi Daga, a Roma, viene trovata una stella a cinque punte disegnata con uno spray. Qualche tempo dopo, invece, il nome di Alfano compare assieme a quello di Berlusconi, di Maroni e di altri ministri in una lettera di minacce, accompagnata da un proiettile, arrivata non al ministero della Giustizia ma in uno dei palazzi istituzionali della Capitale. Ma è stata l'ultima vicenda, quella degli sms, ad allarmare maggiormente e a indurre al rafforzamento della vigilanza. Il primo messaggio di solidarietà arriva dal ministro della Giustizia "ombra" del Pd, Lanfranco Tenaglia: è necessario "non abbassare mai la guardia nel contrasto alla criminalità organizzata o terroristica e di individuare strumenti legislativi e operativi di sempre maggiore efficacia per debellare tali fenomeni". A seguire, a condannare gli "inaccettabili e vili atti intimidatori" è il presidente del Senato Renato Schifani. A lui si uniscono ministri (Elio Vito si dice certo che Alfano "non si lascerà intimidire", mentre Andrea Ronchi denuncia la "gravissima sfida alle istituzioni"), e anche esponenti di maggioranza (la leghista Carolina Lussana invita il ministro ad andare avanti nelle riforme "sapendo che noi saremo sempre al suo fianco"; il presidente dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto invita a "non sottovalutare il terrorismo"). Tra le fila dell'opposizione, oltre a Tenaglia e al gruppo del Pd al Senato, si leva la voce dell'Udc, con un invito di Roberto Rao affinché la politica usi con responsabilità le parole; mentre l'Italia dei Valori, con Massimo Donadi, condanna le minacce e auspica che gli autori siano individuati quanto prima. ANSA |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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