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Mandanti occulti
Il pg chiede la conferma della condanna per Pietro Pizzo | Il pg chiede la conferma della condanna per Pietro Pizzo |
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Era il 22 luglio 2005 quando davanti al Tribunale di Marsala ha avuto inizio il processo. La sentenza di primo grado è arrivata il 28 aprile 2007 e ha condannato Pizzo a quattro anni di reclusione. Nello stesso processo erano imputate altre dieci persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, incendio, intestazione fittizia dei beni e traffico di droga. Per loro il Tribunale ha pronunciato tre condanne e cinque assoluzioni. L’ex senatore del Psi fu arrestato il 29 aprile 2004 con l’accusa di associazione mafiosa e voto di scambio nell’operazione “Peronospora II” per aver pagato 50.000 euro ad esponenti delle cosche marsalesi per far eleggere il figlio Francesco alle regionali del 2001 nella lista del nuovo Psi. Elezione che poi non avvenne per un pugno di voti. In seguito alla mancata elezione del figlio, Pietro Pizzo si sarebbe rifiutato di pagare, ma dopo aver ricevuto una proposta che non poteva rifiutare, ci avrebbe ripensato. Contro Pizzo ci sono le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Mario Concetto, che avrebbe ricevuto personalmente indicazioni sulle operazioni di voto della famiglia mafiosa dal boss latitante Natale Bonafede, il quale gli rivelò che Pizzo aveva pagato 50.000 euro per far votare il figlio. Pizzo all’epoca dei fatti era presidente del Consiglio Comunale di Marsala e fu costretto a dare le dimissioni. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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