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Sequestro beni riconducibili a clan Rizzuto | Sequestro beni riconducibili a clan Rizzuto |
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di Aaron Pettinari – 28 novembre 2008 Il provvedimento è stato emesso dal gip di Roma su proposta della procura distrettuale antimafia della capitale. Coinvolti nell'inchiesta gli esponenti di spicco del clan mafioso dei Rizzuto, organico, spiegano gli investigatori della Dia, alla storica famiglia di narcotrafficanti Cuntrera-Caruana che hanno il loro raggio d'azione tra Montreal, Roma, Milano, Bari Reggio Calabria e Agrigento. L'indagine ha consentito di alzare il velo sui beni riconducibili alle 'cellule' operative italiane del clan Rizzuto che, nel 2005, aveva tentato di inserirsi nel mega appalto per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ad Agrigento è stato sequestrato il patrimonio dell'imprenditore Giuseppe Spagnolo, 53 anni, di Cattolica Eraclea e parte di quello di Beniamino Gioiello Zappia, milanese di 70 anni, entrambi arrestati nell'operazione antimafia Orso Bruno del 22 ottobre del 2007. L’indagine della Dia è infatti costola di tale operazione che portò in carcere 19 persone. Il valore dei due patrimoni, fra società, aziende, ville, appartamenti e terreni, ammonta a complessivi cinque milioni di euro. Nella giornata di oggi invece, a Marina di Gioiosa Jonica in provincia di Reggio Calabria, carabinieri e Dia hanno sequestrato beni mobili e immobili per un valore di 800 mila euro a Carmelo Bruzzese, 59 anni, di marina di Gioiosa Jonica. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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