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Mandanti occulti
Calcestruzzi: sequestri Dda da Vicenza ad Agrigento. | Calcestruzzi: sequestri Dda da Vicenza ad Agrigento. |
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di Aaron Pettinari – 27 novembre 2008 A dirlo è il procuratore di Caltanissetta Sergio Lari che ha coordinato le indagini assieme al sostituto Nicolò Marino. Nell'inchiesta, emerge che la società avrebbe fornito quantitativi di calcestruzzo di qualità difforme da quanto previsto dai capitolati d'appalto per opere pubbliche, compresi tratti della Tav. Gli inquirenti ipotizzano una frode in pubbliche forniture. Per questo motivo sono sotto esame numerose altre opere, in Sicilia e nel resto d'Italia, su cui la Dda nissena ha disposto verifiche e perizie per accertarne la stabilità strutturale e, quindi, l'esistenza di eventuali pericoli per l'incolumità pubblica. Nella giornata odierna quindi Carabinieri e Guardia di Finanza, su ordine della stessa Dda, hanno proceduto al sequestro, con facolta’ d’uso, dei lotti 9 e 14 dell’autostrada Valdastico, in provincia di Vicenza, e alla perquisizione di diverse sedi dell'Italcementi, a Porto Empedocle (Agrigento), Isola delle Femmine (Palermo) e Calusco D'adda (Bergamo). Controlli sono stati eseguiti anche nella sede di Area Sicilia a Palermo e nello stabilimento di deposito di Catania. Inoltre è stata acquisita in copia presso il Gruppo Italsfusi srl, spedizioniere incaricato dei trasporti, della documentazione formata in merito ai trasporti di cemento effettuati per conto della Italcementi nei confronti della Calcestruzzi, al fine di acquisire atti utili a verificare se vi e’ stata una corretta registrazione dei dati concernenti la fornitura di cemento. Nei mesi scorsi i magistrati hanno ordinato il sequestro del palazzo di giustizia di Gela, del Porto Isola-Diga Foranea di Gela, la strada a scorrimento veloce Licata-Torrente Brami, lo svincolo di Castelbuono-Pollina sul tratto autostradale A/20 Palermo-Messina e, per ultima, l'autostrada Valdastico. Dagli accertamenti tecnici sono emerse irregolarità nel calcestruzzo fornito da impianti della Calcestruzzi Spa presenti in tutte le regioni, con riguardo anche alla Tav Milano-Bologna, alla Tav Roma-Napoli (terzo e quarto lotto), metrobus di Brescia, metropolitana di Genova e A4-Passante autostradale di Mestre. Nell’indagine rientrerebbe anche la costruzione della metropolitana di Genova. Per il procuratore nisseno Sergio Lari questa resta "un'indagine fra le più articolate e complesse che travalica la dimensione mafiosa siciliana", ha detto durante una conferenza stampa sottolineandone l'importanza per la collettività. Secondo fonti investigative, a cui ha accennato il procuratore Lari, i previsti carotaggi da effettuare per legge nei cantieri sarebbero stati realizzati prima: "I dati che sono emersi dalle investigazioni dei carabinieri e del Gico della guardia di finanza di Caltanissetta hanno fatto emergere un quadro estremamente allarmante, anche su opere pubbliche che sono in fase di esecuzione sul territorio nazionale", ha sostenuto il procuratore di Caltanissetta. Sulle opere pubbliche su cui sono in corso accertamenti per valutarne la stabilità, Lari ha spiegato: "Bisogna verificare se è a rischio l'incolumità pubblica come è emerso dagli accertamenti tecnici condotti dai nostri periti. Proprio recentemente abbiamo evitato il peggio sequestrando la nuova ala in costruzione dell'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta dove attraverso carotaggi sul cemento abbiamo accertato diverse irregolarità". "Anche adesso - ha sottolineato Lari - dobbiamo effettuare altre indagini tecniche per verificare la stabilità delle strutture sequestrate anche se già dalle prime perizie è emerso il rischio di stabilità per queste strutture. In questo contesto dovremo accertare la responsabilità penale e amministrativa della Italcementi". “La creazione dei fondi neri - ha poi aggiunto il procuratore capo - non era solo finalizzata in Sicilia a pagare Cosa nostra, ma a creare anche illeciti arricchimenti per queste grosse imprese". Poco prima sempre Lari aveva evidenziato che il principale fornitore di cemento alla Calcestruzzi spa era Italcementi, rifornitore per il 98%, sostenendo, a proposito delle due spa con sede a Bergamo, che "sostanzialmente sono lo stesso soggetto". |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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