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Rassegna Stampa
Afghanistan: autobomba taleban a 100 m da ambasciata Usa | Afghanistan: autobomba taleban a 100 m da ambasciata Usa |
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L'attacco, che avrebbe dovuto prendere di mira mezzi militari della Nato, avrebbe sbagliato bersaglio perché l' autobomba è rimasta coinvolta in un incidente stradale, secondo quanto ha riferito un testimone. A far pensare a un'autobomba, hanno constatato fonti giornalistiche sul posto, la presenza di un'automobile completamente distrutta e di un corpo dilaniato accanto. L'attentato è stato compiuto la mattina presto a poco più di cento metri dall'incrocio dove si trova l'ingresso della sede diplomatica statunitense, protetta come un fortino e oggi peraltro vuota per la festa del Thanksgiving (Ringraziamento). Il portavoce dell'ambasciata, Mark Stroh, ha detto che tutto il personale è stato contattato e che tutti sono sani e salvi. Poi la rivendicazione: un mujaheddin "ha compiuto oggi a Kabul un attentato suicida contro le forze straniere", ha dichiarato al telefono alla France Presse un portavoce dei Taleban, Zabihullah Mujahid, secondo il quale "otto soldati stranieri" sono stati uccisi. Ma i morti sono quattro passanti afghani, come lo sono anche i 18 feriti. Testimoni inoltre affermano che al momento della deflagrazione non passava alcun convoglio militare. Un dato, questo, confermato anche dalla Nato (Isaf) e dalle forze Usa. Ma un testimone, ha raccontato all'Afp che l'autobomba è rimasta coinvolta in un tamponamento, esplodendo così anzitempo e mancando l'obiettivo. Il kamikaze, racconta il commerciante Arif, "guidava molto veloce ed ha urtato un'automobile civile. Quindi ho udito una tremenda esplosione". Una delegazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che oggi ha visitato Kabul e che comprendeva l' ambasciatore italiano all'Onu Giulio Terzi, ha dichiarato che se per l'Afghanistan si tratta di un periodo difficile, "la situazione non è fuori controllo". Secondo Terzi ci sono "nuovi elementi per un cauto ottimismo" sulla situazione. Nella provincia di Uruzgan, infine, un militare dell'Isaf (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza) della Nato é rimasto ucciso. Non se ne conosce però la nazionalità. ANSA-AFP-REUTERS |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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