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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Incontro Chavez Medvedev: nucleare a fini pacifici
Incontro Chavez Medvedev: nucleare a fini pacifici PDF Stampa E-mail

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27 novembre 2008
Caracas
. "L'utilizzo dell'energia nucleare per finalità pacifiche": è quanto prevede uno degli accordi firmati a Caracas dal presidente russo Dmitri Medvedev insieme al collega venezuelano Hugo Chavez, in quello che segna un avvicinamento ritenuto "strategico" tra i due paesi.




La difesa, l'economia, il commercio e la tecnologia sono le altre aree incluse negli accordi sottoscritti tra Chavez e Medvedev, che oggi conclude quella che è stata definita una visita "storica", visto che è la prima mai compiuta a Caracas da un capo del Cremlino. Dopo Caracas, e prima di rientrare a Mosca, il capo del Cremlino farà una visita a Cuba. Vista l'importanza e le potenzialità che hanno entrambi paesi nello sfruttamento delle risorse energetiche, proprio questo settore è stato al centro della visita di Medvedev. Il gruppo petrolifero statale Pdvsa ha firmato con un consorzio di società russe, tra le quali Gazprom e Lukoil, un'intesa che prevede lo sfruttamento
petrolifero nell'area venezuelana dell'Orinoco. "L'obiettivo finale dell'accordo è quello di giungere alla produzione di un milione di barili al giorno", ha commentato il ministro dell'energia di Caracas, Rafael Ramirez. Durante una conferenza stampa, Medvedev non ha infine escluso che Mosca possa aderire, quale osservatore, all'Alternativa bolivariana per le Americhe (Alba), il gruppo regionale latinoamericano del quale fanno parte Bolivia, Cuba, Repubblica Dominicana, Honduras, Nicaragua e Venezuela.

ANSA
 
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    Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani.
    Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice.


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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


    Siamo alla catastrofe. Ormai è chiaro nonostante i goffi tentativi di nascondere la verità, per l’ennesima volta, all’opinione pubblica mondiale. L’iniezione di 700 miliardi di dollari alle banche americane non salverà l’Occidente dal crollo economico, come Bush ha cercato di rassicurare. Al contrario, rappresenterà soltanto un sedativo – neppure tanto efficace – che al termine della sua azione momentaneamente benefica ripresenterà l’infezione in un quadro clinico ancora più grave. Quel che accadrà dopo non è difficile prevederlo. Poiché sarà l’unica strada ritenuta possibile – come sempre in questi casi e mai più di ora – per provare affannosamente ad uscire dalla gravissima crisi economica che sta trascinando inesorabilmente tutta l’economia mondiale in una rovina come mai la nostra storia, dagli anni ‘30 ad oggi, ricordi. E quell’unica strada è la guerra. La sola in grado di rimpinguare le casse dei governi con entrate, letteralmente, da brivido. Sul punto i dati parlano chiaro. Secondo un recente articolo del New York Times gli Stati Uniti avrebbero già da tempo triplicato le vendite di armi nel mondo - sotto l’energica spinta della Casa Bianca - principalmente ad acquirenti del cosiddetto “asse del male” come l’Iraq e l’Afghanistan.

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  • Terzo Millennio

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    In questo numero:

    Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo?
    E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa.
    Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras.
    E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora.

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