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Home arrow Informazione arrow Rassegna Stampa arrow Afghanistan: Nato cerca in Asia centrale vie alternative
Afghanistan: Nato cerca in Asia centrale vie alternative PDF Stampa E-mail

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26 novembre 2008 
Istanbul.
La Nato sta negoziando accordi con le repubbliche centroasiatiche di Uzbekistan, Turkmenistan e Kazakhstan al fine di stabilire una "via settentrionale" per i rifornimenti militari alle sue truppe in Afghanistan, alternativa alla via meridionale dal Pakistan, da cui passa il 75% dei rifornimenti militari, e che si è rivelata sempre più vulnerabile agli attacchi dei taleban afghani.


La Nato sta anche cercando un'alternativa anche alla "via russa", considerata "incerta" a causa dell'interruzione della cooperazione militare Nato-Russia dopo la guerra lampo di agosto tra Russia e Georgia e dopo le polemiche russo-americane sul programmato scudo missilistico in Polonia e Cecoslovacchia. Essa considera non esauriente e non priva di ambiguità anche l'autorizzazione concessa da Mosca la scorsa settimana, per la prima volta in assoluto, ma alla sola Germania, di trasportare via terra, attraverso le ferrovie russe, armi e materiali militari necessari alle sue truppe in Afghanistan. La vice-portavoce dell'Alleanza, Carmen Romero, ha confermato nei giorni scorsi a Radio Free Europe l'esistenza di negoziati con le tre repubbliche centro-asiatiche affermando che un accordo tra la Russia e la Nato per inviare via terra rifornimenti militari in Afghanistan "era stato già firmato lo scorso aprile durante il vertice Nato di Bucarest". "Questi accordi con la Russia (che non confina con l'Afghanistan, ndr) possono funzionare solo se concludiamo simili accordi con Uzbekistan, Kazakhstan e Turkmenistan. Noi speriamo di poter firmare questi accordi molto presto", ha aggiunto la Romero. Particolarmente importante viene ritenuto dagli analisti un accordo con l'Uzbekistan (che il 12 novembre scorso ha annunciato la sua uscita dalla Comunità Economica dato che questo paese possiede la sola ferrovia che, attraverso il ponte di Termez, giunge nel Nord Afghanistan). La Germania sta già negoziando la costruzione di una ferrovia di circa 70 chilometri da Termez alla città strategica nord-afghana di Mazar-i-Sharif Tuttavia, secondo alcuni analisti, la posizione di Mosca (che continua ad autorizzare i rifornimenti aerei Nato perché conscia del suo interesse strategico alla pacificazione e stabilizzazione dell'Afghanistan anche per la presenza di 20 milioni di cittadini musulmani in Russia) è che gli accordi di Bucarest escludono il passaggio via terra di armamenti e che la decisione della Nato di agosto di sospendere la cooperazione militare con la Russia include "logicamente" il transito di rifornimenti militari: per cui Mosca richiede accordi con i singoli paesi della Nato. E' questa la principale ragione per cui la Nato sta cercando un'altra via che non passi né per il Pakistan, né per la Russia. Secondo fonti diplomatiche, questa via del tutto alternativa partirebbe dalla costa della Georgia sul Mar Nero, da cui i rifornimenti sarebbero trasportati a Baku in Azerbaigian, dove sarebbero reimbarcati per passare il Mar Caspio e giungere in nave in Kazakhstan. Di qui sarebbero trasportati via ferrovia a Termez in Uzbekistan e di qui a Mazar-i-Sharif. Ma non mancano dubbi sull'intera operazione: secondo l'ex generale afghano Nur ul-Haq Ulumi, attuale membro del Parlamento di Kabul, l'apertura della via settentrionale all'Afghanistan rischia di estendere il conflitto afghano anche al Nord del Paese. (ANSA).

 
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  • Editoriale

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    Gioco criminale

    di Giorgio Bongiovanni


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