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Strage di Brescia: compaiono i servizi segreti | Strage di Brescia: compaiono i servizi segreti |
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di Dora Quaranta – 26 novembre 2008 Otto furono i morti e 108 i feriti. Da allora si sono succeduti sulla vicenda dieci pronunciamenti giudiziari da parte della Procura e tre inchieste. La durata di questo processo apertosi ieri non sarà certo breve, dato che solo per l’accusa, rappresentata dai pm Francesco De Martino e Roberto Piantoni, sono previsti 2000 testimoni tra cui l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga e il senatore a vita Giulio Andreotti. Gli imputati, su cui grava l’accusa di concorso in strage, sono in tutto sei: Pino Rauti, ex capo della formazione neofascista Ordine Nuovo, per i pubblici ministeri uno degli organizzatori dell’attentato, Carlo Maria Maggi, medico veneziano ex ordinovista assolto nel processo per la strage di Piazza Fontana, Delfo Zorzi, da anni residente in Giappone, anche lui assolto dalla strage alla Banca dell’Agricoltura, per l’accusa colui che si attivò per procurare l’ordigno, Francesco Delfino, ex generale dei carabinieri, Maurizio Tramonte, personaggio ritenuto vicino ai servizi segreti attualmente detenuto a Matera per bancarotta e Giovanni Maifredi, operaio bresciano confidente dei carabinieri. Non è un caso che anche nell’ambito di questo processo compaiano uomini legati ai servizi segreti come già riscontrato in tutti i processi per strage, in quello di Piazza Fontana, dell’Italicus, di Bologna, a sottolineare il ruolo di primo piano ricoperto dai servizi nella strategia della tensione attuata durante la Guerra Fredda. All’attenzione dei pubblici ministeri vi sarebbe un servizio segreto parallelo, denominato Anello, nome in codice che indica una particolarissima struttura operante in Italia dal dopoguerra. Uomini dell’Anello avrebbero avuto un ruolo nel sequestro Moro, Cirillo e del generale Dozier. Secondo l’accusa presso una caserma dei carabinieri di Milano vi sarebbe stato il deposito delle armi di Anello e l’allora capitano Delfino avrebbe avuto contatti con questa struttura super segreta tramite Giancarlo Esposti, un neofascista ucciso poco dopo la strage di Brescia. |
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In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
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Gioco criminale |
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Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |
di Alberto B. Mariantoni © - 31 gennaio 2009
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