La Rivista
Sommari
N° 8 Dicembre 2000 | N° 8 Dicembre 2000 |
|
|
|
“Prima
di congedarmi da questo mondo vorrei ancora dire qualcosa. A settantun
anni mi devo rendere conto di aver sbagliato previsione, e insieme a me
l'aveva sbagliata il dottor Falcone al quale è stata tolta la vita. Che errore colossale: la mafia ha assunto un ruolo molto più grande di quello che aveva in passato. E' diventata un fatto politico. E' riuscita a diventare invisibile senza scomparire”. Sono forse queste le più importanti frasi riportate nel libro di Saverio Lodato La mafia ha vinto (Mondadori, lire 28.000) e pronunciate dal collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta, scomparso lo scorso 2 aprile. Di questo libro, che uscì nell'ottobre del '99 all'indomani della sentenza Andreotti, si parlò molto, spesso con il fine di delegittimarlo. Lo stesso senatore Andreotti, nel corso di una puntata del programma televisivo Porta a Porta, se ne servì per avallare la sua assoluzione, interpretando a proprio favore alcune frasi del Buscetta, in particolar modo quelle riferite all'omicidio di Mino Pecorelli. Il titolo dell'opera, decisamente provocatorio, denota l'attualità delle dichiarazioni del pentito del quale già avevano scritto Enzo Biagi ne Il boss è solo (il giornalista riuscì ad intervistarlo in esclusiva subito dopo il suo pentimento) e Pino Arlacchi in Addio Cosa Nostra. E più che una rivisitazione delle dichiarazioni già in precedenza rilasciate dal pentito, il libro rappresenta una sorta di “profezia” pronunciata da una persona che ha vissuto per più di quarant'anni all'interno dell'associazione mafiosa Cosa Nostra. Purtroppo per noi, è il caso di dirlo, Tommaso Buscetta, nell'esprimere le sue preoccupazioni a Saverio Lodato, fornisce uno spaccato reale dell'attuale situazione mafiosa capeggiata da Bernardo Provenzano dietro al quale il pentito ipotizza che si nasconda il volto delle istituzioni. Racconta che le stragi del '92/'93 (da Falcone e Borsellino sino alle bombe del continente), eseguite da Leoluca Bagarella, Matteo Messina Denaro, i Graviano ecc., per ordine di Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, altro non erano che messaggi inviati da Cosa Nostra a "qualcuno che sta molto in alto". Spiega poi che il silenzio che ha fatto seguito alla strategia stragista di Riina indica l'esistenza di un nuovo patto stretto da quel famoso "qualcuno" che ha potere immenso con l'organizzazione Cosa Nostra. E questo qualcuno è sicuramente vestito bene, va a messa, aiuta il prossimo, ha grossi imperi finanziari, ha una lucidissima immagine politica anche se magari, per mantenere i propri lucrosi sporchi affari è costretto, di tanto in tanto, a rivolgersi alla mafia chiedendole di commettere qualche omicidio eccellente. Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa ma prima ancora di loro Mattei, il rapido 904, Sindona, Moro, Pecorelli sono d'esempio. Giorgio Bongiovanni |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
In edicola dal 23 ottobre 2008In questo numero: Il crollo delle borse mette in ginocchio l’economia mondiale e le soluzioni prospettate pesano sulle spalle dei lavoratori e aggravano le condizioni già miserabili dei più deboli. Massimo Ciancimio, figlio di Don Vito, alla vigilia di un'udienza cruciale del processo d’appello confida ad ANTIMAFIADuemila: “Sulla mia testa pende una spada di Damocle”. Nelle scandalose carte di Reggio spunta ancora il nome di Marcello Dell’Utri… i magistrati indagano. Lotta al pizzo, al convegno di Palermo organizzato da Addiopizzo e Libero Futuro si traccia il bilancio. Enrico Colajanni: “Ora ognuno deve fare la sua parte!” Procura e difesa depositano le relative richieste d’appello per il processo talpe in cui è imputato, tra gli altri, il presidente della regione Salvatore Cuffaro. I pm chiedono che sia riconosciuta l’aggravante mafiosa. In sintesi tutta la sentenza. Al secondo grado anche il processo a Miceli. Inchiesta face-off: prime ammissioni per l’avvocato Trapani. Rapporto Dia: attenzione a Cosa Nostra, è come l’araba fenice. |
|
| Leggi tutto... |
|
Gioco criminale |
|
Le borse mondiali crollano, il fatturato delle armi vola. Chi si nasconde dietro questa crisi finanziaria che sarà pagata dai risparmiatori? Come influirà sui miliardi di poveri del mondo? E soprattutto quale sarà la prossima mossa? Tutto lascia presagire che il passo successivo sarà una guerra. Si delineano infatti gli schieramenti: la nuova Russia di Medvediev-Putini si è presentata al mondo con forza e potenza. Senza più debiti, armata di tutto punto e ricca di risorse energetiche che le garantiscono indipendenza da tutti e grandi capacità contrattuali. Ce ne parla Giulietto Chiesa. Si affaccia sugli equilibri mondiali anche il Sud America teatro di tensioni e grandi novità: il Venezuela, guidato dal controverso presidente Chavez, dialoga apertamente di armi e petrolio con Russia e Cina. Ma nemmeno la Francia disdegna. La situazione dal nostro corrispondente dall’Uruguay Jean Georges Almendras. E ancora: campagna dell’acqua, risorsa da proteggere e difendere dalle speculazioni commerciali e il via al progetto televisivo Pandora. LEGGI TUTTO... |

di
Pietro Saitta - 9 novembre 2008
Anni cinquanta: il petrolio affiora in Sicilia e le popolazioni accolgono tripudianti l’arrivo degli stabilimenti petrolchimici.
| Home |
| Redazione |
| Scrivici |
| La Rivista |
| Informazione |
| Abbonamenti |
| Dossier |
| Documenti |
| Link |