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Il Sud Africa al G-20. Saranno mantenute le promesse della Banca Mondiale?
Pagina 2

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di Marco Menchi - 19 Novembre 2008
Grazie agli accordi presi durante il G-20, in futuro i paesi africani saranno meglio rappresentati nelle istituzioni economiche internazionali. Ne è convinto il presidente sudafricano Kgalema Motlanthe, che nei giorni scorsi ha partecipato al summit sui mercati finanziari di Washington, accompagnato dal Ministro del Tesoro Trevor Manuel.


Il Sud Africa è stato l'unico paese africano presente all'incontro, esponendo quindi la posizione dell'intero continente di fronte alla situazione economica mondiale. In particolare, Manuel ha dato voce ai Ministri delle Finanze africani che si erano confrontati di recente a Tunisi.
La crisi finanziaria non poteva arrivare in un momento peggiore per l'Africa, poiché segna una battuta d'arresto proprio quando le economie di molti Stati erano in fase di grande sviluppo. Ad essere minacciati sono i progressi significativi fatti negli ultimi dieci anni; inoltre la regressione può inasprire l'impatto dei recenti rincari del cibo e dell'incostanza dei mercati petroliferi.
Al riguardo, i leader del G-20 si sono accordati su diverse misure da prendere. Innanzitutto, si punterà a rafforzare il sistema finanziario globale, nel quale il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale giocano un ruolo centrale. Queste due istituzioni dovranno dare di più ai paesi in via di sviluppo, mantenendo una linea di condotta trasparente. Esse avranno bisogno di finanziamenti per intervenire, se necessario, nelle economie nazionali, al fine di mantenere una forte crescita mondiale e ridurre la povertà negli Stati meno sviluppati. Per quanto riguarda l'Africa, in seguito ai danni provocati dall'incostanza dei prezzi di cibo e carburante, e visti i potenziali effetti negativi della crisi, sono stati presi impegni per aumentare gli aiuti economici al continente.
Secondo il presidente Motlanthe, la crisi economica ha avuto origine nei paesi ricchi, ma in seguito ha provocato un aumento forte e improvviso nei costi di prestito delle nazioni in via di sviluppo, causando in molti casi il crollo delle loro valute. Motlanthe ha accolto positivamente le misure già prese dalle istituzioni finanziarie, chiedendo loro di mantenere le promesse di aiuti maggiori all'Africa.
Il presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick ha mostrato intenzioni molto positive in questo senso, come dichiarato alla conclusione dei lavori a Washington: "Il fatto che ora i leader delle economie più sviluppate incontrano quelli delle nuove potenze economiche è un grande passo avanti. Ma i paesi più poveri non devono essere trascurati. Non risolveremo questa crisi, né potremo mettere in atto soluzioni sostenibili a lungo termine, se accettiamo un mondo a due livelli."
Zoellick ha accolto molto positivamente la riconferma degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio da parte dei capi di stato presenti ed anche il loro impegno a onorare le promesse di assistenza finanziaria. Tuttavia, per evitare una crisi umanitaria è necessario e possibile fare di più. Basti pensare che gli aiuti ai paesi sottosviluppati ammontano complessivamente a 100 miliardi di dollari l'anno, veramente poco in confronto ai milioni di miliardi spesi nei paesi più ricchi per aiuti economici ed al sistema finanziario. Oltre ai normali prestiti, la Banca Mondiale sta lavorando per accelerare finanziamenti a lungo termine e senza interessi ai 78 paesi più poveri del mondo, 39 dei quali sono africani.



 
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