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Antimafia Duemila

Monday
May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow N° 6 Ottobre 2000
N° 6 Ottobre 2000 PDF Stampa E-mail

La politica perde, la mafia continua a vincere, i magistrati combattono in trincea la loro eroica battaglia. 

di Giorgio Bongiovanni  

Non guarda certo al colore politico Cosa Nostra per raggiungere i suoi scopi e si vede. Denaro tramite pizzo, traffico di droga, armi ecc..., ma soprattutto appalti, pozzo infinito di ricchezze e strumento privilegiato per raggiungere l’obiettivo più importante: il potere. Attraverso gli imprenditori, garantiti a destra, al centro o a sinistra, la mafia ha sempre agganciato i suoi referenti che le hanno assicurato vita tranquilla. Fu così con la DC di Lima per arrivare ad Andreotti e con  Raul Gardini e la Ferruzzi per arrivare al PSI di Craxi, per fare solo alcuni esempi. Non si è lasciata sfuggire l’occasione Cosa Nostra però, di ingraziarsi anche l’opposizione e con il consociativismo il partito comunista ha firmato anche il suo compromesso con la mafia. I maggiori idealisti militanti che si sono schierati contro la politica debole della sinistra di quei tempi hanno dovuto sacrificare la loro vita, ma ad Impastato, a Pio La Torre, a Fava e a molti altri non è stata certo resa giustizia. Gli onorevoli, quelli delle poltrone che contano, si nascondono dietro le belle parole, sono da sempre gli stessi, da una parte e dall’altra. Oggi alcuni dei grandi esponenti di sinistra, fatta eccezione per Claudio Fava pronto a dimettersi in caso di colpevolezza degli indagati, forse il presidente della commissione Antimafia, Lumia, Nando dalla Chiesa e qualche altro, accusano i giudici di Palermo di complotto, esattamente come hanno fatto e stanno facendo gli inquisiti e gli imputati del Centro Destra. Guarda caso gli stessi pubblici ministeri Paci e Sturzo che stanno processando l’onorevole Giudice di Forza Italia stanno anche conducendo le indagini sulle presunte collusioni mafia e cooperative rosse con il coinvolgimento dei DS. Prova inconfutabile che questi magistrati in prima linea sono assolutamente imparziali. Una continua e amara riprova che i nostri politici sono solo dei quaquaraquà e degli arroganti che si credono superiori a quelle leggi che, invece, noi tutti dobbiamo rispettare. Farebbero meglio piuttosto, in vista delle elezioni del prossimo anno, a presentare programmi di governo che includano, almeno nei primi quattro punti, di fianco a occupazione, sanità e tasse, un serio e concreto piano di contrasto alla criminalità organizzata. Altrimenti daranno segno, ancora una volta, di voler convivere con questo male, che tutto sommato conviene ai loro interessi, ma saranno per noi cittadini dei collusi con la mafia. Troppo facile riempirsi la bocca di parole come sicurezza, legalità, e città più sicure per poi delegare di nuovo solo ed esclusivamenteai magistrati, con pochi mezzi, il mandato e la responsabilità di difendere la democrazia da questa ingerenza cancerogena. Non c’è certo da meravigliarsi se i magistrati sono continuo bersaglio di critiche e delegittimazioni, se sono isolati e a rischio di vita. Se fanno onestamente il loro lavoro alla ricerca della verità, chi può proteggerli? E intanto il ministro Bianco ordina di diminuire le loro scorte... Chiamala giustizia!

Giorgio Bongiovanni 

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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