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Antimafia Duemila

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May 12th
Home arrow La Rivista arrow Editoriali arrow N° 5 Settembre 2000
N° 5 Settembre 2000 PDF Stampa E-mail

Su quale tavolo politico giocheranno le prossime elezioni Bernardo Provenzano e la sua Cosa Nostra?

di Giorgio Bongiovanni


 La Commissione Parlamentare Antimafia ha recentemente rivelato che la ‘Ndrangheta avrebbe superato la potenza criminale di Cosa Nostra, la mafia di Bernardo Provenzano. Non condividiamo tale notizia poiché le nostre indagini giornalistiche e gli atti processuali dimostrano che, a parte il ruolo predominante che in questo periodo la ‘Ndrangheta svolge nell ’amministrazione del  “mercato ” con l ’estero, la criminalità organizzata siciliana rimane il punto di riferimento per tutte le altre mafie in quanto alla forza militare e ai suoi rapporti con il mondo politico. Lo dimostrano le affermazioni del capitano Ultimo, lo dimostra la denuncia del presidente della Confesercenti di Palermo, il quale ha dichiarato che il “pizzo ”, in Sicilia, si paga ormai  “a tappeto ” (tanto che anche le “bancarelle ” ne sono soggette), lo  dimostrano i rapporti dubbi intercorsi tra alcuni politici ed esponenti di Cosa Nostra. Ma allora, in questo periodo di calma apparente, viene da chiedersi con chi abbia preso accordi Bernardo Provenzano in vista delle prossime elezioni. Il nostro pensiero, amaro per la verità, è che la caotica e confusa (per non dire disastrosa) situazione politica che caratterizza il nostro Paese manifesti la possibilità che un eventuale “scambio di favori ” possa avvenire sia con gli schieramenti di centrodestra che con quelli di centrosinistra.  Negli ultimi anni, infatti, mentre la mafia ha notoriamente votato Forza Italia, il centrosinistra si è dimostrato debole nella lotta contro il crimine organizzato e, fatta eccezione per alcuni membri della commissione antimafia o alcuni  esponenti politici, ha esercitato un’azione di contrasto pressoché nulla. Lo ha da poco denunciato a mezzo stampa il Procuratore di Palermo Piero Grasso dichiarando che “la lotta alla mafia non c ’è più” e lo denunciamo anche noi, in qualità di liberi cittadini della società civile, unendola nostra voce a chiunque alzi un coro di protesta.  La nostra speranza è che tale coro possa essere appoggiato dalla classe politica che,per il momento, sembra avere tutta la convenienza a lasciare le cose come sono dando alla mafia una più alta possibilità di vittoria. Se nessuno farà qualcosa per impedirlo, se non verrà organizzato un programma di repressione a livello governativo i quarantamila miliardi che nei prossimi anni giungeranno in Sicilia andranno ad alimentare le casse dei mafiosi. Come più volte abbiamo avuto modo di dire, la lotta alla mafia non può essere delegata alle sole associazioni laiche, cattoliche, alla magistratura o alla polizia giudiziaria. La lotta alla mafia deve essere soprattutto politica. Senza la forza della politica, del Parlamento, delle alte autorità dello Stato, la criminalità organizzata prenderà ancora una volta il sopravvento e il 2000 sarà caratterizzato, più che negli anni ‘50, da una mafia forte e da uno Stato debole, o peggio, colluso con Cosa Nostra.

Giorgio Bongiovanni 

 
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  • La Rivista
    copert57.gif In edicola dal 3 marzo 2008

    In questo numero:
    Elezioni politiche 2008 ecco alcuni nomi da non votare a causa di un curriculum discutibile. Con un’operazione da manuale il Ros cattura Pasquale Condello, il “Provenzano” della ‘ndrangheta.
    Scandalo sanità ed arresti eccellenti in Calabria per mafia, droga ed appalti.
    Cosa Nostra è ad una svolta: quali saranno le sue future strategie?

    Risponde per noi il pm Domenico Gozzo.
    Duro colpo alla mafia trapanese: arrestato Grigoli, re della catena Despar e prestanome del boss Matteo Messina Denaro.
    Un verdetto storico: il presidente della Regione Sicilia Cuffaro condannato a 5 anni ed interdetto dai pubblici uffici per favoreggiamento personale a singoli mafiosi.
    Intervista all’avv. Tamburello: un viaggio nell’orrore delle stragi del ’92.
    Gli affari ed i misteri dello Ior, la banca del Vaticano.
    Ed altro ancora…

    Leggi tutto...
     
  • Editoriale

    editoriale1-web.jpg

    Una fase di stasi che prelude nuovi equilibri e nuovi accordi. Dentro Cosa Nostra, a casa nostra, in Italia, ma anche in più parti del mondo.

    Le tre mafie che gestiscono tre intere regioni del nostro Paese stanno subendo, uno dietro l’altro, colpi durissimi da parte delle forze inquirenti tra catture eccellenti come quella di Pasquale Condello e dei più importanti fiancheggiatori dei Lo Piccolo, ingentissimi sequestri di beni e soprattutto con l’individuazione, e in qualche caso anche con l’arresto, di politici, imprenditori e professionisti: un numero abbastanza ragguardevole di cosiddetti colletti bianchi. In particolare Cosa Nostra sembra attraversata da una profonda crisi interna sulla quale hanno agito con grande incisività e intelligenza magistrati e forze dell’ordine arrivando a scardinare completamente, almeno a livello di vertice, l’ impero dei Lo Piccolo che controllava tutta Palermo. Sarebbe il caso di approfittare del momento per sferrare uno o più colpi di grazia, come ad esempio inviando uomini e mezzi a Trapani per catturare Matteo Messina Denaro, ma già si profila la solita maldestra mossa dello Stato che, in ottemperanza alla assurda legge della rotazione degli incarichi, si prepara a smantellare la procura di Palermo. Stessa cosa dicasi per la procura di Reggio Calabria impegnata in delicatissime indagini che coinvolgono alla stessa stregua ‘ndranghetisti e politicanti ...

     
  • Terzo Millennio

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    Inserto Terzo Millennio N. 57



    In questo numero:

    l’Europa plaude all’indipendenza del Kosovo, ma Giulietto Chiesa avverte che così è stata innescata una miccia nei Balcani.E’ davvero la Cina il pericolo maggiore per l’emissione di CO2?
    Arrestato il tenente generale Gregorio Alvarez, emblema della feroce dittatura militare uruguaiana: ora finalmente la verità sul periodo più atroce della storia dell’Uruguay. Emergenza acqua: un affare da miliardi di euro l’anno. Appalti, privatizzazioni sospette nel mirino delle indagini giudiziarie. Il presidente del Cipsi illustra la campagna Libera l’Acqua che porterà la preziosa risorsa idrica in 13 Paesi poveri del pianeta. La Funima International si attiva per lo scavo di un pozzo nella regione di Catamarca (Argentina), nella località La Alumbrera. 

     
 

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