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Pagina 9 di 15 SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO La centrale del Garigliano, appare nella campagna di Caserta come una gigantesca pallina da tennis. E’ spenta dal ‘78. Qui però, il referendum che ha abolito il nucleare, non c’entra. Un guasto ad un generatore di vapore e non è più ripartita anche perché, mentre l’Enel stava per riaccenderla, accade l’imponderabile. SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Si stavano effettuando già le attività per riattivare l’impianto, quando nell’ ‘80 con il terremoto dell’Irpinia è stata qualificata tutta la zona come zona sismica, prima non lo era, per cui l’ente di controllo ci chiese una rivalutazione di tutto l’impianto dal punto di vista antisismico. SIGFRIDO RANUCCI Quindi non conveniva a quel punto… SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Quindi economicamente non conveniva. SIGFRIDO RANUCCI Cioè l’attività non si sarebbe ripagata praticamente? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO L’attività di adeguamento non si sarebbe ripagata con gli ultimi 10 anni di impianto. SIGFRIDO RANUCCI Quindi è morto là praticamente? SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Il risultato è stato che si è fermato l’impianto ma il rischio sismico è rimasto. Sulla centrale svetta la ciminiera di 90 metri che mostra tutti i segni dell’abbandono. Da anni l’Ente di controllo sul nucleare ha ordinato invano di abbatterla. La paura è che ceda schiantandosi sulla sfera che custodisce il reattore. In 30 anni, l’unico materiale radioattivo allontanato è stato il combustibile nucleare che è stato portato via a partire dagli anni ‘60. SIGFRIDO RANUCCI E dove si trova adesso? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Si trova in Inghilterra. SIGFRIDO RANUCCI Dove? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO A Sellafield. SIGFRIDO RANUCCI A Sellafield. Noi paghiamo un affitto per tenere… SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Si. SIGFRIDO RANUCCI Dagli anni ‘60? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Dalla fine degli anni ’60. SIGFRIDO RANUCCI Senta e se dovessero tornare domani Lei saprebbe dove metterle? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Domani non possono tornare. I contratti che tra l’altro prima Enel e quindi Sogin ha fatto, evitano accuratamente che questo possa succedere perché appunto l’Italia non ha un deposito idoneo. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Mandare il nostro combustibile nucleare in Inghilterra per il riprocessamento e lasciare dagli anni ‘60 le scorie agli inglesi è costato circa 1 miliardo e 600 milioni di euro. E dal giorno del terremoto un centinaio di persone veglia per controllare cioè che la radioattività non esca dall’impianto. Tutto questo ci costa circa 2 milioni di euro l’anno. SIGFRIDO RANUCCI Quanto ci vuole per smantellare una centrale come questa? Ci sono degli esempi stranieri? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Si. SIGFRIDO RANUCCI Una decina di anni? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Si, una decina di anni se si hanno tutte le autorizzazioni già in casa. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO La centrale aveva un suo gemello a Big Rock Point negli Usa. Gli americani l’hanno spenta nel ‘97 e con 350 milioni di dollari l’hanno smantellata e trasformata in un parco. Anche per questa ci vorranno 350 milioni, ma di euro, e si dovrà aspettare il 2024, perché il progetto per lo smantellamento deve ancora essere approvato. 60 anni di spese per una centrale che ha lavorato appena per 15. Intanto in attesa che vengano approvate le pratiche stanno ampliando gli accessi controllati agli impianti per poter fare entrare cioè, più persone alla volta. SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Zona calda e zona fredda, spogliatoi per maschi e spogliatoi per donne. SIGFRIDO RANUCCI I costi di questo ampliamento? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO I costi di questo ampliamento sono pari a circa 350 mila euro. SIGFRIDO RANUCCI Questo viene fatto perché elimina i tempi morti? SEVERINO ALFIERI – PROJECT MANAGER LATINA E GARIGLIANO Perché elimina i tempi morti! SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO Parlare di eliminare i tempi morti in una centrale ferma da 30 anni può far sorridere, ma qui ci sono 3 mila metri cubi di rifiuti a bassa e media radioattività e siccome non sapevano dove metterli, una parte sono stati seppelliti sotto terra in buste di plastica. ROBERTO MEZZANOTTE – ENTE CONTROLLO NUCLEARE E’ vero, è vero. SIGFRIDO RANUCCI Ma è allucinante questa cosa! ROBERTO MEZZANOTTE – ENTE CONTROLLO NUCLEARE No, non è allucinante. E’ allucinante se non si conosce la storia diciamo così, l’evoluzione della tecnologia nucleare. Negli anni ‘60 si riteneva che quel modo di trattare i rifiuti radioattivi fosse un modo adeguato. SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO L’Ente di controllo ha chiesto da anni che venissero recuperati e messi al sicuro in un deposito, ma quando nel 2005 la Sogin ha chiesto di costruirlo, il comune competente di Sessa Aurunca ha negato le autorizzazioni. GABRIELLA LANDI – UFFICIO TECNICO COMUNE SESSA AURUNCA Il permesso di costruire non è stato rilasciato perché la zona interessata dall’intervento viene presentata come zona agricola nel programma di fabbricazione del 1972. LUCA CHIANCA Quindi lì è zona agricola e quindi non è possibile costruire alcunché? GABRIELLA LANDI – UFFICIO TECNICO COMUNE SESSA AURUNCA Non sarebbe possibile la presenza stessa della centrale che non è presente graficamente. |
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Imprenditoria Mafiosadi Giorgio Bongiovanni E così Cosa Nostra sarebbe in ginocchio. Tra arresti più o meno eccellenti e confische dei beni questo governo annuncia che passerà alla storia come quello che ha definitivamente debellato la mafia siciliana. E potrebbe anche riuscirci, complici la disinformazione e la conseguente scarsa consapevolezza culturale delle italiche genti rispetto alla questione mafiosa. Per quanto riguarda l’ottimo risultato raggiunto sul piano militare è forse riuscito a passare in qualche trasmissione televisiva o su pochi quotidiani il dato incontrovertibile, e persino banale, che le operazioni sul territorio vengono condotte da magistrati e forze dell’ordine con immensi sacrifici e che quindi il merito sia loro e non del governo. |
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